Rossi contadini, rossi quotidiani

Cantine Astroni – Colle Rotondella Piedirosso 2013


Poco sotto le luci della ribalta ma questo vino è un jolly, rubino violaceo, fluido e svelto, profuma di corteccia e erbe amare, visciola, geranio e scogli neri caldi al sole bagnati dal mare, al palato è succoso, dissetante, fresco, dal tannino carezzevole e mai invadente, poco alcol molta gioia, nessuna nobiltà internazionale solo tanta strada fatta rispetto al passato quando era un vino di serie B, che odorava di ridotto e cartone bagnato, col pesce azzurro è incantevole!!!!
 

#tipicamenteflegreo #


Cantine Astroni


Cla.

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Pinot Bianco da sballo

Klosterhof Pinot bianco Trifall 2012


Quando le aspettative sono basse le soddisfazioni diventano massime.
Weissburgunder, 14°, fermentazione e affinamento in acacia, tanta curiosità ma pensieri grassi, invece:

paglierino abbastanza carico, profumato di rosa bianca, pesca gialla, mela golden, pepe rosa, gardenia, odori ampi ed entrata larga al palato, un accenno dolce che diventa in un nanosecondo salato, asciutto, secchissimo, di lodevole freschezza lattica, chiusura pulita e senza quel amaro che spesso contraddistingue il vitigno nel finale.

Un sogno inimmaginato!


Klosterhof


Cla


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Aglianico mastodontico e ancestrale

Torre del Pagus – Impeto 2008 (Aglianico del Taburno)


Vendemmia ritardata, surmaturazione sui tralci, fermentazione in tini aperti di castagno con i raspi, affinamento in barrique di terzo e quarto passaggio per 24 mesi.
Granato, cupo, privo di trasparenze, il naso è caldo e golosamente ampio: prugna secca, marasca in confettura, pepe nero, tabacco fermentato da sigaro, gelatina di rosa canina, no
te di sottobosco.
Nel cavo orale ha un approccio dolce, a tratti caramellato ma di una vivace freschezza, appena sapido e con un tannino rotondo ma per nulla risolto o polveroso, incuriosisce la sua beva grassa e subito asciutta, sarebbe riduttivo paragonarlo ad un Amarone in terra di Osci, questo è un vino ancestrale e arcaico, contadino e moderno, necessita di carni coriacee e dal finale sanguinolento, penso alla bufala o anche di un sigaro a fine pasto dal tiraggio maschio e dalla manifattura manuale, immagino un Originale…


Torre del Pagus


Cla

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Piccoli gioielli di nicchia

Monte di Grazia – Campania IGT 2010 (Tintore da vigne vecchie e saldo di Piedirosso)


Lieviti autoctoni, macerazione sulle bucce per 12 giorni, fermentazione senza controllo della temperatura, rubino di purpurea impenetrabilita’, sensazioni olfattive che raccontano di lapilli del Vesuvio, foglie di castagno, erbe spontanee di collina (tarassaco, ortica e finocchietto), mela cotogna e viola disidratata, al palato è fresco, acido, succoso, il millesimo gli dona finezza ed eleganza e nessuna rotondità o morbidezza, tannino asciutto e sottile, quasi un ossimoro per la vite tintoria, niente frutta matura, una vibrante mineralità che spinge compulsivamente al riassaggio, 13° di piacere puro e cristallino senza compromessi, fuoco e terra, mare e sole, un vino che si beve senza tentennamenti e ti resta nella testa per tutta la serata!


Monte di Grazia


Cla



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Piccolo grande uomo/vino mitologico

Luigi Tecce – Taurasi 2010 Poliphemo


Aglianico di e per Taurasi che ti mette in discussione tutte le convinzione sulla tipologia, rubino, inchiostro nero, concentrazione totale, vino materico.
Il naso è un’esplosione di profumi fuori controllo: canfora, incenso, cenere di camino, carboni vegetali, torba, chiodi di garofano, amarene macerate, balsamicita’ ridondante.
Nel cavo orale entra largo, ca
ldo, opulento ma senza stanchezza, senza forzature, sorretto da una tagliente freschezza e da una definita sapidità, il tannino è perfettamente levigato, pulito, deciso ma senza astringenza, chude con una persistenza da applausi. 
Sorso da godere subito, senza tentennamenti, da infanticidio privo rimorso alcuno, Taurasi che vuole la tavola, che chiama gli amici e le chiacchiere da bar!!!


Tecce


Cla

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Passione macerativi

Radikon – Slatnik 2010 (80% chardonnay 20% friulano)


Quell’ora antico che potrebbe incutere timore, di dinamica fluidità, nel calice inebria subito il cervello dopo il naso di erbe aromatiche e miele di sulla, radice di geranio e pesca disidratata, volatile nulla, note ossidative il giusto per far comprendere che il colore non è solo un effetto cromatico ma una scelta di vita, al palato è tannico, secco, rinfrescante, disorienta le papille gustative per quel suo ping-pong tra una entrata dolce e una chiusura non sapida, non minerale ma di più: salata. 
È un piacere berne da solo per capirne le sfumature evolutive, è incantevole apprezzarne la poliedricità in abbinamento. Boccia che termina in un attimo nella sua impalpabile alcolicità!!!


Radikon


Cla

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Costa d’Amalfi oltre il sole d’estate…

Giuseppe Apicella – Costa d’Amalfi a’ Scippata Riserva 2005 (80%Tintore 20% Piedirosso)
 
Se fosse possibile paragonare questa bottiglia a qualcosa di più famoso sarebbe sufficiente scomodare un Bordeaux di Saint Emilion con tutta la sua carnale fruttosità e polputa ricchezza gustativa ma, necessariamente e contemporaneamente, anche un Hermitage della Cote du Rhone nella sua espressività diretta, sfacciata, arrogante di spezie e vegetale, ma anche strabordante di polpa succosa.
Ma la Francia qui non c’entra proprio nulla, Tramonti tra i 300 e i 900 metri sopra il livello del mare alle spalle della costiera amalfitana è una zona unica e inimitabile al mondo, come le vigne storiche a piede franco di Tintore che in questa boccia si esprimono in una magistrale interpretazione, ammansuite nella loro trama tannica da un saldo di Piedirosso.
Il vino a quasi 10 anni dalla vendemmia, in questo millesimo, si avvicina oggi all’apice della sua complessità gusto-olfattiva, è scuro e impenetrabile ma di una mirabile fluidità, ha pennellate solo accennate granata, uno spettro olfattivo che ogni istante sale di un gradino: foglie di tabacco, chiodi di garofano, frutta rossa succosa e croccante a profusione, una piacevolissima vegetalità da sottobosco, note di fiori disidratati, ad ogni zaffata di naso amplia i suoi orizzonti.
Al palato è un tripudio di piacere: un tannino vellutato e setoso, freschezza da vino dissetante e ripulente, mineralità delicata quanto vulcanica, alcol da 14° impercettibile quanto avvolcente, nessuna concessione alla morbidezza e alla grassezza ostentata, tutta frutta al palato e tante spezie, lunghezza gustativa senza tentennamenti.
E’ un vino che va sorseggiato, bevuto sempre più a sorsi grossi, goduto, accompagnato al cibo ma anche goduto nel dopo pasto con un grandissimo toscano extra-vecchio.
Vino straordinario da standing ovation!
 
 
Cla

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C’era una volta il Piedirosso…

Cantine Astroni – Tenuta Camaldoli Riserva 2011 Piedirosso dei Campi Flegrei
 
C’era una volta il Piedirosso concentrato, caricaturale, fetido, solo orizzontale…poi è arrivato il terzo millennio, le nuove generazioni con un indissolubile legame con quel territorio violentato e i propri nonni.
Fermentazione lunga in ciliegio, affinamento in castagni esausti, nessuna filtrazione, rubino senza porpora, media concentrazione, scorrevole fluidità nel calice, naso verticale e ampio: selvatico, confettura di rosa canina, radice di geraneo, viole di campo, scura balsamicita’ e pepe verde, che cosa mi sconvolge, l’ineccepibile corrispondenza naso-bocca: tannino carezzevole da vitigno con poco tannino di suo, succosita’, freschezza, pulizia, mineralita’ terrosa, bevibilita’ disarmante, gustosta persistenza. Non è un vino cool nonostante le sole 1.000 bottiglie prodotte, ma è tra i 5 top Piedirosso della nouvelle vogue, non basic, no chic, only true wine!!!!
 
Cla
 

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Finezze maschie da Taurasi old style

Contrade di Taurasi Cantine Lonardo – Taurasi 2004

 

Quando ancora l’azienda non faceva cru da boutique, il meglio delle vigne finiva in una sola boccia, granato cupo, opaco, fluida scorrevolezza da nordico nobile, superata la fase cartonata (10 minuti) esplode nella sua potenza ellenica: balsamico, marasca, peperone crusco, foglie di castagno, pepe verde essiccato. Al palato, uuuuuuuuhhhhh: acido, scorrevole, delicatissimo, fine, aristocratico, se Mastroberardino è la storia, qui siamo sulle stesse note tridimensionali, sgrassante e complesso, infinito, con un tannino meraviglioso. Da bere prima, durante e dopo i pasti!!!!!
Aglianico di Taurasi interminabile

 

Cla

 

Cantine Lonardo

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Lambrusco da palati no mass consumer

Terraquilia – Falconero riserva 24 mesi (grasparossa e malbo) 

 

Cupo, pochissima spuma, bollicina da metodo classico, e ci credo con la rifermentazione in bottiglia, profuma di terra, fango e nebbia, more e gelsi neri. Al palato è secco, asciutto, finissimo, senza compromessi dolci o ammiccanti, duro e terrigno ma maledettamente diritto.
Se questo è un lambrusco, io ne berrei a fiumi altro che easy wine!

Bio e low solfiti.

 

Cla

 

TerrAquilia

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