La sostanza oltre l’apparenza

De Fermo – Prologo 2010 Montepulciano d’Abruzzo


Il nome in etichetta e il primo calice versato di questo nettare mi fanno un pò tremare le gambe, rubino concentrato e impenetrabile, prologo come lunga macerazione sulle bucce e affinamento in botti piccole di legno?!? Naaaaaaaaaaaaa


Beh le aspettative non vengono contraddette se non ci si ferma all’apparenza, il Montepulciano deve avere queste conc
entrazioni, purchè non diventino caricaturali e da Supertuscan post anni ’90, ‘ci può stare’ come direbbe Benitez, perchè il resto sono profumi sussurrati e non pomposi: marasca, sottobosco, rosa canina, mela cotogna e accenni balsamici, i suoi 14° sono in perfetta fusion con una struttura agile e non marmellatosa, i tannini si sono arrotondati in maniera giusta, c’è sostanza ma non potenza, c’è eleganza ma nessuna voglia di stupire in maniera aristocratica per un vitigno che di aristocratico ha poco, ha beva coivolgente e dissetante che si abbina bene alla tavola e all’espressività sincera dei pasti contadini.


Prima annata in commercio, curioso di provare le annate successive per capire se le aspettative sul futuro sono in linea con questo piacevolissimo millesimo!
Il lavoro in ‘biodinamica’ in vigna è un particolare di contorno per i più precisi, che a me non toglie o mette nulla, ma che mi riporta alla parola salubrità e ad assenza di puzze o difetti come i detrattori vorrebbero per forza associare a questo tipo di allevamento in vigna e di lavoro in cantina…

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