Dubbi amletici su un un ex Taurasi di riferimento…

Mastroberardino – Taurasi Riserva 2004 etichetta bianca


Mastroberardino è Taurasi, da sempre per la mia esperienza modello rigoroso della tipologia, fermo restando che esistono altri fuoriclasse assoluti, adesso questo millesimo mi ha fatto perdere l’orientamento, a dieci anni dalla vendemmia è ancora rubino impenetrabile senza concessioni o virate granata, vivissimo, ma nel mio vagare insieme ad altre annate della stessa bottiglia (stesso produttore millesimi: 1974, 1989, 1993, 1997, 1998, 2003…) avevo incontri più emozionanti!

Sobbalzo dalla sedia, le sensazioni olfattive sono compresse, cristallizzate, inafferrabili: legni di affinamento da disciplinare in evidenza (raro in passato a parità degli stessi anni di evoluzione in vetro), tanta frutta rossa indefinibile, radice di geranio…è il caso di aspettarlo, boh, non ritrovo l’austerità, la pulizia e l’eleganza di altri millesimi a 10 anni dalla vendemmia.

Al palato pienamente corrispondente a quello che mi raccontava al naso, mi annichilisce per questa sua difficoltà a distendersi, anche dopo un’ora dallo stappo, c’è sapidità, buona freschezza di frutto, un piacevole tannino in progress, ma assomiglia ad un cubo di Rubic fermo, statico, senza slancio, la bottiglia finisce in due, facile, ma alla fine non l’ho mai afferrato, non l’ho amato, non l’ho capito!

Ora la mia domanda ai più navigati e autoctoni del territorio (ma non solo), è: cosa è cambiato? La concorrenza della nouvelle vogue (Il Cancelliere, Perillo, Tecce, Lonardo, Pietracupa…per citarne alcuni) ha fatto cambiare rotta? Ci sono stati avvicendamenti in cantina che hanno inciso? Il millesimo è questo sarà cristallizzato per altri 20 anni, e forse per sempre in questa sua incompiutezza o tra 10 sarà il più grande e longevo Taurasi di quell’anno? Non ho capito una cippa, sto farneticando?

Cla

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.