Il bianco senza tempo

 Vadiaperti  – Fiano di Avellino 2005

 

Premessa:

il mio quarantesimo compleanno ‘celebrato’ lo scorso 23 ottobre mi ha visto gratificato, tra le tante cose, da una spettacolare Magnum Vintage 2005 della fu azienda Vadiaperti, (oggi sotto le vesti di Traerte con nuova compagine societaria) di Fiano di Avellino

 

Il fatto:

Lo apro nel tardo pomeriggio di sabato, a un mese esatto dall’amorevole regalo, ho una cena con amici non eno-fighetti, non fanatici del vino, ma desidero stappare questa boccia, ne ho una maledetta voglia, ma non voglio avere sorprese con gli ospiti, di fronte ad un vino che potrebbe essere troppo maturo per il palato altrui.

Subito il colore paglierino appena carico e con pennellate dorate mi lascia basito, a 9 anni dalla vendemmia è maledettamente giovanile. Lo roteo eccitato, la sua fluidità mi scioglie come una carezza, ci infilo famelico il nasone dentro e ho una zaffata sulfutea da Greco quasi a volermi prendere per il culo, altra roteazione e ed ecco Montefredane, il terroir: fumè, radice di zenzero, mineralità a pallettoni.

Apro la bocca per ingugitarne senza ritegno: affilato (ancora???), pieno di frutta bianca acidula, salato, un alcol carezzevole e sottotraccia, chiusura di una pulizia disarmante. Non è una sviolinata a(gg)gratis, ma che caxxxxo è uno qualsiasi Chablis rispetto a cotanto capolavoro!!!!

Non volevo più condividerlo con altri ma avrei rischiato concretamente gli inferi.

Sublime su bufala calda di caseificio, pasta e zucca con rosmarino, ma ho osato anche su scottadita di agnello…incantevole, troppo piccola la magnum in 7, per fortuna che c’erano anche i rossi!!!

 

Cla.

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