Quando la tenacia e un’idea chiara può vincere!

Tenuta Sant’Antonio – Amarone Campo dei Gigli 2006


Modernismo post rivoluzionario, Tenuta Sant’Antonio e il suo cru Campo dei Gigli: grossezza, grassezza opulenza, tanto balsamico sparato nelle narici, vegetalita’ terrosa, tannino da pantaloni di velluto anni ’70, frutto dolcissimo ma ringraziando il cielo acidulo, stranamende salato, in grado di farti salivare e ripulire le fauci.

Questo è un Amarone non per eno-fighetti, direi nessun Amarone lo è, non è un Quintarelli o Dal Forno, non ha storia e vitigni di oltre 50 anni (Accordini, Adanti, Allegrini, Tommasi…), è prodotto in zona non vocata, gli aspri Monti Garbi, è il riuscitissimo risultato di una scelta imprenditoriale dopo decenni di conferimenti alla cantina sociale.

È un vino che rasenta il dolce e la masticabilita’, è un sorso sorretto da spalla acida e tanto sale, è un vino, per chi ama la tipologia, con i controcaxxx.

Io lo ho abbinato ad una zuppa Jappo, perché non amo essere integralista, perché non amo le cose scontate, perché non ho bisogno di uno stracotto o un brasato per bere Amarone che non amo alla follia, trai tu le considerazioni…


Cla

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.