Birra, marketing e leggende…

Birrificio Matelda – Ribelle


Avanti c’è posto, entri chi può nel fantastico mondo delle birre artigianali del Bel Paese e così i fratelli Tapinassi casentini doc dalla leggenda della contessa Matelda e dalla passione per il mondo brassicolo hanno dato vita nel corso di quest’anno al birrificio omonimo con lo scopo di valorizzare non solo il prodotto birra in senso stretto ma anche tutte le materie prime che nel casentino trovano soggiorno da tempo immemore come prodotti di eccellenza agricola.

La contessa Matelda vissuta nel Medioevo fu uccisa dal popolo di Poppi dove risiedeva, a causa delle sua scelleratezza, la bella contessa, infatti si racconta, era solita tradire il marito con giovani amanti e per non rischiare di essere scoperta uccideva questi ultimi malcapitati gettandoli in una botola irta di lame lungo i viali dello splendido borgo.

La Ribelle del birrificio Matelda è una bionda a base di farro locale, frumento e malto d’orzo, oltre a spezie toscane selvatiche, ha una spuma ricca e arrogante come la contessa, compatta e pannosa e di un candido bianco.

Al calice la bollicina nell’aspetto visivo è numerosa e sottilissima, il colore è decisamente oro opaco, il profumo, superato il cappello di schiuma, è sottile, odora di erba fresca, fiori di girasole, pesca bianca, salvia e luppolo secco pungente, al palato le bollicine sono sottili e gracchianti come mi aspettavo, è un sorso di puro godimento e di fine pulizia, spesso le birre di farro tendono ad essere poco saporite invece in questo caso la presenza di spezie e frumento dona oltre che ad una invidiabile bevibilità anche una ottima capacità dissetante.

Non è una birra di lunga persistenza ma la classica bevuta da arsura, da post attività sportiva, una ‘bièr de soif‘, dalla chiusura pulita e cristallina e dalla luppolatura puntuale ma decisamente ammansuita dal mix di malti dolci, una bevuta probabilmente troppo corta se non si dispone del formato da 0,75 ma solo di quello da 0,33…


Ps la scoperta non è mia ma dell’ormai autoctono nel casentino amico Luca Miraglia

Cla

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