La sottile nobiltà dei prodotti dell’orto

Tubettone in crema di ricotta di capra con fave fresche e pomodori secchi

 

Ortaggi di stagione, prodotti Bio e cotture veloci, poco altro per raggiungere risultati più che soddisfacenti in un rilassato pranzo baciati dal sole.

Una bella manciata di fave fresche di quelle tenere e dalle dimensioni non particolarmente grandi che al sapore vegetale tipico non abbinano un amaro troppo aggressivo, da saltare per qualche minuto in burro di prima qualità grazie a una alta padella di alluminio con cipolla gialla napoletana e pancetta arrotolata tagliata sottilmente.

Mentre in acqua salata mi preoccupo di cuocere un ruvido tubettone, mi aiuto con qualche mestolo della stessa acqua intrisa di amido della pasta per stemperare la ricotta di capra bio proveniente dal Cilento (Palmieri) oltre che per ammorbidire e completare la cottura delle fave, quindi a fuoco spento aggiungo in padella dei pomodori secchi della scorsa estate tagliati a coriandoli in modo che riacquistino un minimo di umidità e morbidezza.

Il gioco è fatto, la pasta la scolo al dente e ne completo la cottura con una precisa mantecatura in padella insieme agli altri ingredienti e con l’aggiunta della ricotta, quindi ecco pronto un nerissimo piatto piano sul quale adagiarvi in verticale i tubettoni con tutto il loro condimento, completando solo con un bel pò di pepe nero pestato al momento.

Il resto è solo puro piacere, un piatto nel quale le spigolature di ogni elemento riescono a raggiungere una fusion incantevole e una decisa tendenza dolce e cremosa, di conseguenza solo un bianco profumato e molto acido riesce a dare quella sferzata tagliente in grado di intersecare trasversalmente il gusto, io ho puntato sul Sauvignon Monferrino di Tenuta Grillo dell’amico Guido Zampaglione, annata 2012, uno spettacolo, ‘forever Bio!!!!’    

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