Cerasuolo naturistico verso i grandi d’Abruzzo

De Fermo – Cerasuolo d’Abruzzo Le Cince 2012


A.A. De Fermo, nuovissima realtà datata 2009 in Loreto Aprutino tra la Maiella e l’Adriatico, circa una quindicina di ettari di vigneto le cui uve in parte sono vendute alla locale cantina sociale (lo sfuso in Abruzzo è una consuetudine radicatissima!) e per la restante parte, quelle migliori, destinate alla produzione di tre vini: Launegild (100% chardonnay), Prologo (Montepulciano d’Abruzzo) e Le Cince (Montepulciano d’Abruzzo cerasuolo), coltivazione rigorosamente biodinamica, ma produzione meno estrema di come la parola biodinamica possa far credere!

Dopo vari assaggi in cui mi trovavo sempre di fronte ad un vino nervoso e dal naso indecifrabile, giungo finalmente al momento giusto per lo stappo, perché questo è sicuramente un vino che deve assestarsi in vetro e non va bevuto troppo giovane di imbottigliamento, rosa chiaretto con pennellate rubino, un cerasuolo di quelli belli carichi direi, nel calice il liquido mostra subito una decisa consistenza con archetti fitti e stretti e nell’approssimare il naso al bicchiere si avverte tutta la natura terrigna di questo vino: sottobosco, piccoli frutti, geranio, visciola, sensazioni lattiche, pompelmo rosa e anche del cuoio bagnato.

Al palato entra subito largo, più sapido e minerale che fresco (malolattica?!?), sembra correre veloce ma poi l’avvolgenza calorica lo frena un po’, dandogli sicuramente corpo e una struttura seria ma anche una piccola zavorra alle gambe a frenare lo slancio.

Al palato ritorna tutto il terrigno e la vegetalità del caso, con quella sensazione polputa che avvertivo al naso, il tannino è molto rotondo e svolto come un rosato richiede ma delineatamente percepibile, un ‘cerasuolo arrogante’ da abbinare a piatti succulenti, ricchi, non certo a preparazioni veloci o poco saporite, io ci ho visto bene un risotto alla pescatora (salmone, calamari, gamberi bianchi…) privo di frutti di mare, per bilanciare l’aromaticità del riso semi-integrale e del pescato e non è stato niente male, anche aggiungendo alla preparazione qualche pomodorino fresco a dare un tocco acido al tutto. 

Che altro dire: indubbiamente un rosato naturistico e di nicchia, ballonzola in equilibrio su una fune tra la piacevolezza ruffiana di rosato polposo ma più vegetale che fruttato e la ricchezza calorica di un rosso smagrito.
Se nel futuro i De Fermo riusciranno a tener più sotto controllo il tenore calorico di questo cerasuolo, ne sentiremo delle belle, sulla scia dei grandi: Valentini e Pepe su tutti…

Cla

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