Passaggi obbligati di consapevolezza etilica

Piero Mancini – Vermentino di Gallura 2012 Primo

 

Non è mai piacevole nè galante scrivere di bevute non entusiasmanti, perchè comunque dietro ogni bottiglia di vino c’è il lavoro di un team di persone e degli investimenti economici dai quali ottenere un reddito, e per questo in caso di assaggi non appaganti preferisco andare avanti e più che memorizzare in questo tacchino elettronico, archiviare nella mia RAM di bevitore non compulsivo.

Il week end scorso, ben consapevole di quello a cui andavo incontro, mi sono scelto due stappi didattici finalizzati soprattutto a percepire come le mie sensazioni gusto-olfattive fossero cambiate, non necessariamente in meglio, nel corso di questi ultimi anni.

Entrambe sono bottiglie che mi sono ritrovato in cantina grazie a gentili regali di amici, e questo non per giustificarmi di acquisti incauti, perchè quelli li faccio periodicamente senza ritegno, ma per essere obiettivo sui fatti dai quali partire!

Il Vermentino di Gallura di Piero Mancini annata 2012 è il classico bianco da cene estive, da servire ben freddo, qualcuno direbbe gelato nei caldi agosti al mare,  insieme a spaghetti con conchigliame o ad una bella frittura di pesce misto, vino impeccabile, per modo di dire, paglierino scarico, molto profumato, molto fresco e agrumato se non fosse che nelle note olfattive è maledettamente scontato di frutta esotica e fiori gialli e nella chiusura del sorso ha una morbidezza ruffiana non solo dovuta agli alcoli, 13,5°, ma anche ad un finale dolcino un pò sputtanato che trasformava il sorso da verticale a mediamente orizzontale, per inciso: bottiglia che in qualsiasi tavola di amici non eno-fighetti finisce in un attimo.

Discorso più complesso per un vino che aspira all’Olimpo dei vini di fascia alta, Montepulciano d’Abruzzo 2007 Colline Teramane Pieluni dell’azienda Dino Illuminati, un vino retrò, non direi neanche vintage che oggi nell’accezione comune viene percepito come un aggettivo positivo in qualsiasi ambito.

Retrò nel senso di lontano anni luce dalla bevibilità ed emozionalità che molti consumatori di nicchia ambiscono, un rosso granato di impenetrabile concentrazione, viscoso, cristallizzato nei profumi, qualcuno ho letto sul web parla di legni aromatici come una sensazione olfattiva positiva, per me questo vino sa di frutta cotta e legno di affinamento e poco altro, al palato è caldo+caldo, alcolico, dal tannino doppio benchè levigato ma troppo secco, è un vino asciutto senza allungo, senza evoluzione anche ad aspettarlo tutto una sera nel bicchiere, il tipico vino che non ti prende ma che attizza chi desidera bere una etichetta, un vinone dalla bottiglia importante, infatti la bottiglia di vetro penso pesasse da sola, senza contenuto, 3 chili.

Tutto catalogato, tutto archiviato e via alla prossima bevuta…

 

Dino Illuminati – Monetepulciano d’Abruzzo 2007 Colline Teramane Riserva Pieluni

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