Nord & Sud così lontani così vicini

Laiolo Reginin – La Sul 2012 Barbera d’Asti

 

Che cosa possa unire queste due bottiglie di vino apparentemente così distanti e differenti tra loro non era prevedibile prima di stapparle in occasione della sentita partita di calcio in tv di qualche giorno fa e precisamente al cospetto del derby del Sud: Napoli-Roma, ritorno della semifinale della TIM cup 2013/2014, in compagnia dei giusti commensali.

 

La Barbera d’Asti di Laiolo Reginin è prodotta su terreni tufacei da vigne vecchie e con vinificazione in acciaio e affinamento in tonneaux, prima di andare in vetro, poco intervento in vigna e cantina con viti di oltre trent’anni, è un sorso che fin dal bicchiere mi fa sobbalzare, colore rubino concentrato, di ricca opulenza sulle pareti del bicchiere, direi una Barbera non della categoria beverina e scarica, ma da gustare con impegno anche per i suoi 14,5°, al naso è una esplosione di frutta croccante e carnosa, note vegetali, balsamicità, essenze vanigliate in amalgama e per nulla prevaricanti o ruffiane, il sorso è di una sapidità spaventosa, grasso, fresco e di lunghissima godibilità anche grazie ad un elegante tannino, accompagna il pasto e rinvita al riassaggio, il tempo del primo gol del Napoli di Callejon su stupendo cross di Maggio che la bottiglia, in accompagnamento ad un risotto integrale al sedano rapa, croccante di guanciale e una generosa grattugiata di ricotta di pecora secca, era già bello che finito! 

 

Attanasio – Primitivo di Manduria 2009


La partita è lunga e non basta un gol per stare tranquilli, diventa fondamentale un altro stappo anche per accompagnare un po’ di Jamon Serrano e Pecorino Sannita, il buon Pasquale ha pensato bene di condividere il Primitivo di Manduria di Attanasio, annata 2009, 16° di passione cocente.

Negli ultimi anni i vini dall’importante tenore alcolico hanno perso di appeal ma quando la materia prima è eccellente e all’alcol fa da contraltare una struttura all’altezza e una componente acido-minerale di spessore il sorso non può essere che entusiasmante.

Le vigne sono ad alberello di circa settant’anni e i terreni sono misti in parte argillosi e in parte di terra rossa ricca di ferro, il sorso è caldo, straripante come il Napoli che con Higuain raddoppia, si avverte tutto il sole dell’estate pugliese, ma anche una ricchezza gustativa piena di frutta matura in confettura, una rotondità glicerica, un ‘dolce non dolce’, mai sgraziato, il tannino è importante, fitto, ripulente, una bevuta libidinosa, sia in abbinamento che col calice alla mano a gustarsi il tre a zero di Jorginho ad annichilire i giallorossi.

 

Che aggiungere, serata da incorniciare con vini dalla ricchezza, dalla lunghezza gusto-olfattiva e complessità degna non di una semifinale di Coppa Italia ma di Champions League, vini sicuramente alcolici ma essenzialmente scorrevoli in una maniera spaventosa, mai farsi spaventare solo dai numeri quando oltre alla contro-etichetta c’è la sostanza del lavoro umano fatto ad arte e con passione naturale!!!


Cla.     

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