Piccoli produttori grandi realtà

XY Pinot Bianco 2011 – P. Dormach

 

E’ un continuo errare tra i vignaioli italici, non solo alla ricerca dell’autenticità espressiva e il più possibile naturale del prodotto vino come elemento culturale di attaccamento reale e non marchettaro alla terra, ma soprattutto da godere quale bevanda di aggregazione piuttosto che elemento di puro snobismo elitario.

Ecco allora fermarci alla scoperta di tre produttori: Patrick Uccelli con la sua Tenuta Dornach, La Distesa di Corrado Dottori e La Marca di San Michele nella contrada omonima del territorio iesino.

Non ho voglia di schede tecniche lunghe e noiose, ritengo sia importantere esprimere le vibrazioni gusto-olfattive che in una serata conviviale queste bottiglie sono state in grado di offrire dal mio punto di vista, perchè alla fine della fiera il vino va sempre bevuto in abbinamento al cibo e se possibile in buona compagnia.

 

Nel comune di Salorno, Patrick Uccelli produce Xy, annata 2011, un Pinot Bianco che definirei senza problemi il classico ‘vin de soif’, nonostante la fermentazione spontanea in barrique e l’affinamento sui lieviti per 10 mesi, quello che colpisce è la verticalità del sorso, di una bevibilità disarmante, caratterizzata da una aromaticità tutta agrumata, di lime, fiori bianchi e erbe freschissime, in accompagnamento ad una vellutata di zucca con polpettine fritte è riuscito nel gioco delle contrapposizioni.

 

La Marca – Capovolto Marche Igt 2012

La Distesa – Terre Silvate Marche Igt 2012

 

Nel secondo giro il confronto è stato tra due vini dello stesso territorio, quello marchiggiano del Verdicchio, due Marche IGT 2012, la Marca di San Michele con CapoVolto 2012 da vita ad un Verdicchio tutto roccia, sale e note floreali, dal palato molto minerale e con quella classica ventata calda a chiudere il sorso fedele a se stesso, all’opposto Terre Silvate 2012 de La Distesa ha un saldo di Trebbiano e Malvasia ad affiancare il Verdicchio come da tradizione e sosta sulle fecce fini per 6 mesi, ne vien fuori un vino scarico nel colore ma dall’impatto decisamente più marcato: tiglio, giglio secco, note iniziali di pompelmo miste ad un etereo deciso, un vino meno immediato del precedente ma per alcuni aspetti più sfaccettato.

L’abbinamento con una zuppa di fagioli cilentani, scarola liscia e pancetta affumicata ha esaltato di entrambi la nota di frutta secca nella parte finale del sorso.


La Marca – Il Pigro 2010 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore

La Distesa – Gli Eremi 2011 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva

Ancora un confronto tra le due aziende di Cupramontana (AN), il Pigro 2010 della Marca di San Michele fermenta e affina in legno per 9 mesi prima di vedere il vetro della bottiglia, è un Vedicchio dall’apertura lattica, poi decisamente vegetale, per distendersi su sensazioni di zucchero a velo, margherite essiccate, pesca gialla e gesso, esprime un sorso caldo e salino di bella profondità e col finale ammandorlato tipico del vitigno, Gli Eremi 2011 di Dottori invece ha la forza della vigna trentennale, fermenta e affina anch’esso in legno per un anno, il colore è più deciso nonostante abbia un anno in meno, apre su note viniliche e ossidative, ma giusto il tempo di attenderlo che si allarga su sensazioni di pesca disidratata, mela cotta, eucalipto, iris, ha un sorso asciuttissimo, fresco quanto decisamente caldo che però non stanca ne riempie il cavo orale in maniera grossolana, ma gioca a farsi rincorrere.

In questo caso i vini hanno avuto grande funzione sgrassante grazie alla loro salinità di fronte ad un filetto di maiale su brunoise di ortaggi al balsamico.

 

La Distesa – Nocenzio Marche Rosso Igt 2010

P. Dormach – XX Pinot Noir 2010

 

Il confronto in quest’ultimo caso è impari per tipologia e pertanto fuori discussione, ma utile per comprendere gli accompagnamenti culinari.

Xx 2010, Pinot Noir, di Patrick Uccelli è un vino carezzevole, dolce, schietto, ancora in assestamento secondo me, non particolarmente appuntito, ma di piacevole ricchezza, fermenta in castagno e affina in rovere e forse ha meno sprint di quanto personalmente desiderassi ma ha riscosso buoni consensi tra gli altri commensali che ne hanno apprezzato la complessa bevibi
lità poco graffiante ma decisamente accattivante.

Il Nocenzio 2011 di Dottori invece è una bevuta ruvida, calda, maschia, pofumata di fiori rossi e viola, di frutta succosa, dotato di un bel tannino doppio ma adeguatamente ammorbidito grazie ad una fermentazione in legni aperti e un affinamento in botti esauste, il classico sorso contadino da Montepulciano e Sangiovese, che appaga giocando sulla gastronomicità.

Il pecorino toscano affinato in vinacce di Sangiovese ho trovato matrimonio egregio col Nocenzio, meglio invece Xx di Patrick con un quarticciolo cilentano di latte vaccino  affinato 3 mesi.  


 

Lantieri – Malvasia delle Lipari 2011

 

Chiudere una cena tra amici con la Malvasia di Vulcano di Paola Landieri e un pò come bagnarsi le labbra col sale del mare dell’arcipelago delle Eolie spinto dal vento caldo, è un sorso ricco di frutta secca, datteri, papaia, pieno di macchia mediterranea ma soprattutto di una freschezza unica, un sorso che non stanca mai nonostante la dolcezza e la ricchezza della polpa avvertita al palato, di un eleganza ogni anno migliore!

 

Cla

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