Mai stappare credendo che…

Baladin – Mama Kriek

 

Per chi si aspetta una classica kriek può essere una delusione e mi raccomando non stappatela per abbinarla ad un dolce, rimarreste ancora più delusi.
Baladin forse tra i primi birrifici artigianali a varcare i confini locali e ad aprire il mercato a nuove e dinamiche aziende del settore ha pensato a questa birra come bevuta da aperitivo e ha voluto valorizzare sia le ciliegie autoctone piemontesi della qualità Griotte, sia in etichetta la figura della madre che lavora questa frutta come in passato, ma distanziandosi dallo stile belga delle fruit bier, ha arricchito questa sua creazione con altri ingredienti:
fiori di camomilla, coriandolo, pepe, cannella, malto pils, malto wezen…
A leggere in retro-etichetta tutti questi ingredienti ti aspetti una bomba profumata e invece si tratta solo di una birra molto da apertura pasto, color rame, con decise torbidezze, le bollicine sono numerose e di media persistenza oltre che abbastanza sottili, la spuma non è particolarmente ricca né persistente.
Ci metto il naso nel bicchiere e più che la ciliegia escono delicate note di sottobosco, vaniglia, agrumi rossi, cioccolato al latte (dopo un giorno dallo stappo anche sensazioni di caramello, camomilla e miele), di tutti quegli ingredienti riesco ad avvertire poco, o sono in perfetta fusion tra loro o il mio naso non arriva a percepire cotanto ben di Dio, certo impegnandosi c’è anche la ciliegia ma molto nelle retrovie.
Al palato è leggera e molto pulita, una bollicina fine, direi però con franchezza una birra che crolla gustativamente dopo la deglutizione, ti carezza delicatamente, lascia la bocca piacevolmente sgrassata  grazie più alla sapidità che all’acidità, ma poco altro, quasi ti seduce con quel naso variegato ‘benché sussurrato’ per poi abbandonarti in un batter d’occhio. 
Finale poco complesso e poco persistente, da finger food di pesce molto semplici per così dire: basici, magari un crudo di tartufi di mare o calamaretti spillo pepe e olio…

 

 

Cla

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