Quando i lieviti cambiano i connotati

Panil – Enhanced

 

Il Birrificio di Torrechiara (Parma) non è tra quelli che si pone dei limiti nella sperimentazione brassicola, tanto da impiegare i tradizionali lieviti della fermentazione da spumantizzazione (Bayanus) nella realizzazione di una birra dalla espressività a dir poco singolare.

I lieviti non solo fanno la loro parte gusto-olfattivamente, ma anche in termini di danni all’apertura della bottiglia perché una decisa rifermentazione in bottiglia della birra, peraltro conservata in vetro da metodo classico, fa si che la produzione di anidride carbonica aggiuntiva spinga fuori all’atto dello stappo un bel po’ di liquido destinato alla bevuta, con annesse imprecazioni in cinese.

La spuma nel bicchiere è bellissima di un bianco carta lucente, ricca, persistente e nel calice si materializzano bollicine piccole e numerose all’interno di un liquido paglierino carico con opacità traslucide, infilando il naso sembra di annusare un vino più che una birra a metà strada tra un Prosecco extra-dry e uno Chardonnay trentino, sensazioni floreali in evidenza: glicine, margherite, gelsomino, ma tanto agrumato di cedro e limone, al palato è una birra citrica, pungente ma soprattutto molto aromatica e fruttata, che ai Puri&Duri del Luppolo potrebbe far storcere il naso tanto è totalizzante questa intensa carica aromatica.

Un sorso comunque scorrevole, ripulente e neanche di eccessiva struttura o complessità tanto da bersi molto agilmente e da poter accompagnare un qualsiasi pasto estivo a base di pomodori dolci estivi e latticini campani o insalatine croccanti di pollo e verdure, ma potrebbe essere un’ottima bottiglia apripista al buio in una batteria di bollicine e bianchi da bere insieme ad ‘amici di bicchiere‘, per fare un bello scherzo goliardico.

 

Cla

 

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