Venere Nera & Gamberi Rossi

Riso venere ai gamberi rossi e croccante di peperone giallo

 

Il gusto dell’esotico non mi è estraneo e anche la continua prova di nuovi equilibri di gusto che possano essere accettati e riproposti nel quotidiano anche da chi nel massimo della sua fantasia gastronomica riesce ad affiancare un cordon blue di pollo con un insalata mista pre-lavata e pronta per essere solo condita con olio e sale.

Il riso Venere trae la sua origine dal riso nero prodotto fin dall’Ottocento in Cina incrociato dopo una lunghissima sperimentazione col riso padano, fino ad ottenere un prodotto color ebano dalle caratteristiche gusto-olfattive eccezionali e dalle proprietà nutritive uniche per la ricchezza di sali minerali (zinco, ferro, calcio, selenio…) e, secondo antiche leggende, anche pieno di proprietà afrodisiache cosa che potrebbe non guastare chi ha bisogno di un eccitante naturale a prezzi più contenuti di pillole azzurre dalla farmacia di fiducia, benché il costo al chilo del riso Venere non sia inferiore ai 4,00 euro.

L’ho provato più volte e sempre abbinato con pescato, perché la sua fragranza riesce a esaltare crostacei e frutti di mare, lo consiglio vivamente di provare nel fine settimana poiché ha bisogno di almeno 45 minuti di cottura, io in un piacevole sabato di maggio chiuso in casa, invece di stare su una calda spiaggia, a causa del pessimo tempo l’ho preparato con gamberoni rossi del Tirreno e peperone giallo croccante in un incontro di colori e sapori molto accattivante.

In una alta padella di alluminio ho saltato l’aglio e il peperoncino in un po’ di olio evo e in parallelo ho lessato il riso Venere in acqua salata e aromatizzata con 2 chiodi di garofano, vi assicuro che per tre giorni ininterrottamente l’aroma del riso in cottura ha pervaso la casa, mi sembrava ogni volta che rincasavo di aprire la porta su una risaia paludosa dell’Indonesia illuminata dal caldo sole di primavera.

Eliminato dopo qualche minuto l’aglio ho saltato i gamberi rossi sgusciati e privati del sacco vitellino, adeguatamente tagliati in piccoli pezzi e a fuoco spento ho aggiunto il liquido contenuto nella testa dei gamberi stessi, ho infine completato la cottura del riso nella padella utilizzando parte dell’acqua di cottura dello stesso, infine ho impiattato completando con una dadolata di peperone giallo croccante crudo e del prezzemolo fresco tritato.

Il piatto era volutamente squilibrato verso sensazioni dolci del riso, dei gamberi e del peperone che però conferiva al tutto freschezza, acidità e croccantezza, mentre le sensazioni aromatiche erano conferite da peperoncino, prezzemolo e in abbondanza dal riso stesso, ‘saporito’ di vaniglia, fieno e  terra, ci vuole in abbinamento un bianco importante del tipo Gewurtztraminer 2011 (Hartmann Donà) o addirittura un rosso scorrevole e speziato tipo Barbera d’Asti Ferro Carlo 2011 (Carussin) o Piedirosso dei Campi Flegrei Colle Rotondella 2011 (Cantina degli Astroni), ma l’amico Luca Miraglia ci vedrebbe forse meglio un Dinavolo 2008 (Malvasia, Ortrugo e Trebbiano) di Giulio Armani, o sbaglio???

 

 

 

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