Grandi numeri, elevata qualità!

Cantina Terlan – Winkl Sauvignon 2011

 

Dopo aver bevuto il I° maggio scorso il Sancerre Chavignol Clos la Nèore 2010 di E. Vatan, avevo messo una pietra sopra a qualsiasi Sauvignon prodotto in Italia per manifesta incapacità a competere con vini di balsamicità glaciale e rocciosa mineralità come questo, probabilmente il miglior Sauvignon Blanc al mondo (a non meno di 40 euro!!!), ma perché precludermi nel percorso enoico tutte quelle sonore conferme e cocenti delusioni e diventare un integralista più che un talebano?

La Cantina di Terlano produce mediamente 1.200.000 bottiglie unanimemente riconosciute di ottima qualità nonostante trattasi di semplice quanto rinomata cantina sociale altoatesina, ma che cantina, e il cru Winkl non si esime dall’esprimere una spettacolarità gusto-olfattiva che senza paragoni mi ha portato ‘con tutti i distinguo del caso’ a quel sorso di Vatan.

Da premettere che l’annata 2011 non è stata nella zona di Terlano tra le eccellenti degli ultimi anni e questo a riprova che il manico, la professionalità e la tecnologia possono contribuire a sfornare perle anche in annate minori senza necessità di magie e aiutini in cantina che sovrastino la territorialità della materia prima.

Giallo paglierino con piacevoli riflessi dorati, la roteazione del bicchiere fa emergere ricchezza di sostanza e un buon contenuto di alcoli e polialcoli, all’approccio olfattivo non ha timidezze che tengano: balsamico, minerale, mentolato, ricco di agrumi (cedro e pompelmo), pieno di tanta erba e fiori freschi di campo (biancospino), scende giù che è un incanto, non ha ritorni ammandorlati, si esprime di finissima eleganza senza essere monotematico o maledettamente incentrato sulla nota vegetale e pirazinica, è un sorso che richiama un altro sorso, che ripulisce il cavo orale grazie ad una precisissima freschezza e una delicata salinità e che allo stesso tempo riempie la bocca senza impasticciarla.

Una godevole espressione di Sauvignon che si può stappare poco prima di mettersi al tavolo ma che raggiunge l’apoteosi con il giusto piatto che lo esalti, io l’ho provato ‘da fanatico’ con dei tocchetti di tonno freschissimo, mangiato crudo e condito con sale grosso integrale in grani, pepe nero e qualche goccia di olio e mi ha fatto sbroccare, poi, seduto a tavola, lo affiancato con dei tubettoni di Gragnano, zucchine e tonno fresco, in bianco senza pomodoro e con una grattugiata di pecorino molisano in ‘zona cesarini’ a dare sapidità e tredunion agli ingredienti, in un susseguirsi di emozioni con il vino…

 

Cla.

 

 

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