Fattori dicotomici del Greco di Angelo Muto

Cantina dell’Angelo – Greco di Tufo 2010 

 

Mi sono folgorato sulla via di Tufo col Greco di Angelo Muto nel 2010 quando bevvi il suo Greco vendemmia 2009, un condensato di territorio tufaceo e zaffate sulfuree che si arricchivano di una beva pronta, sfaccettata, ricca e mai scontata, anzi assolutamente originale per polposità e verticalità rispetto ad altre espressioni ben più blasonate e conosciute del territorio e, con l’intento di approfondire la capacità evolutiva del suo Greco di Tufo mi sono impegnato a ricercare e bere qualche giorno fa il millesimo 2010.

Il mio giudizio rimane sospeso per aver provato sensazioni contrastanti tra la prima mezza bottiglia bevuta di venerdì sera e la restante mezza terminata il sabato a pranzo, la dicotomia di sensazioni si è avuto pertanto nell’arco di meno di 24 ore: appena stappato e versato nel calice il vino è color dorato concentrato, quasi una fotografia ad un vino di 10 anni, con la precisazione che l’uva Greco in Tufo assume spesso tonalità calde fin da giovane, al naso riconosco comunque un vino di una evoluzione decisamente più avanti rispetto a quando indicato in etichetta (appena 3 anni): note zolfare e sulfuree certamente,  saline anche, ma  tanta, troppa, frutta matura (albicocca, pera cotta) e secca (mandorle, nocciole, albiccocca secca) e fiori di campo essiccati, al palato entra più largo che verticale e di una certa monotonia espressiva.

La mia ingordigia di berlo tutto d’un fiato si è scontrata con la ricchezza di questo millesimo e quindi rattristato ho tappato la boccia dopo essere arrivato a metà, ma è il giorno dopo che l’inaspettato si è verificato!!!

Ristappo la bottiglia a pranzo, esattamente dopo 18 ore di frigorifero e mi ritrovo un vino che al naso si è maggiormente disteso (questo lo avevo messo in programma!) sul floreale e fruttato dolce e che in bocca ha inaspettatamente acquistato freschezza da frutto canoso ma acido (nespola), ruvidità gustativa e una più piacevole bevibilità, il tutto senza considerare quella sua abbinabilità quasi imprescindibile con dei vermicelli classici ai frutti di mare.

Millesimo da riprovare per verificare con univocità di giudizio se questa dicotomia è causa della bottiglia, dell’annata o solo della mia immaginazione…  

 

Cla

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