Prezzi modici e piaceri imprevisti

 Cantine Antonio Caggiano – Campania IGT Fiagre 2011

 

Capita a volte di imbattersi nella enoteca sotto casa in offerte a cui non puoi tirarti indietro anche se non sei uno dei più grandi tifosi del prof. Luigi Moio, Re mida dell’enologia Campana, conosciuto e stimato non solo in ambito nazionale, grazie ad una storia ricca di successi ed esperienze internazionali.

L’annata in corso di Fiagre, 70% Fiano di Avellino e 30% Greco di Tufo affinato in acciaio e vetro, prezzato a 6,70 euro è un ottimo incentivo per verificare lo stato dei bianchi dello sfrezzante artista Antonio Caggiano, titolare di una cantina museo in contrada Macchia dei Goti a Taurasi (AV), promotore del new deal dei rossi campani a partire dai primi anni novanta.

Giallo dorato e profumi che virano immediatamente sul boisè tanto da pensare immediatamente al legno in fermentazione come di uso per molte delle vinificazioni del Professore, ma non è così, almeno per quanto dichiarato in scheda tecnica, e quindi tutta quella vaniglia, quella frutta esotica che non è però solo banana, non sono il risultato dell’impiego di barrique, ma forse di lieviti selezionati e maturazioni portati al limite, c’è anche molto pepe bianco, zenzero, gelsomino e curcuma, ma è al palato che mi spiazza: sorso salato, fresco anzi molto fresco da far prevalere il Greco minoritario sul Fiano, e poi una fragrante florealità: glicine, margherite, mughetto, giglio, per chiudere con sensazione di miele di girasole.

Il corpo è molto buono e anche la persistenza rafforzata da note salmastre fa la sua porca figura, di bella alcolicità ma in perfetta fusione col resto, da il meglio di se con una ricotta affumicata alle fuscelle di ginepro di Rotolo Gregorio (Scanno – AQ) costatami più della boccia di Caggiano, ma anche con salumi artigianali di Tramonti grassi e carnosi e non marcatamente sapidi.

Da sempre considerato un vino di serie B nella gamma produttiva di Caggiano, beneficia di una mano più leggiadra del Prof. e di sprizzanti sensazioni dure rispetto alle morbidezze che lo rendono molto appetibile al tavolo, a maggior ragione se si riesce a comprarlo a quei prezzi, perché bypassando una convenzionalità di naso, al palato esprime bene vitigno e terroir, può sembrare strano, ma ABBASSO I PREGIUDIZI PRECOSTITUITI!!!!

 

 

 

Cla

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.