Versione Gaia di Fiano

 Cantina Giardino – Gaia 2008 Campania IGT Fiano

 

Purtroppo non è un atto di scarsa umiltà o di eno-snobismo affermare con ferma convinzione che una volta imboccata la strada dei vini naturali è difficile provare la stessa emozione e compartecipazione psico-fisica nell’assaggio di vini, non so come definire, direi convenzionali o di più larga scala.

Se a questo si aggiunge la spudorata adorazione per i vini di Cantina Giardino, allora il risultato è facile comprenderlo fin dall’inizio: bianco irpino di 5 anni, da macerazione sulle bucce (4 giorni) che si mostra di un bellissimo dorato con sfumature aranciate ma per nulla di tipo marcatamente orange-wine, corre compatto e consistente sulle pareti nel calice sprigionando fin da subito profumi intensi: fiori di zagara e cedro candito in primis a dirmi che non devo solo aspettarmi note di frutta matura o dolce e basta, anzi effluvi di curcuma, girasole essiccato, crema gialla e poi ancora papaia e albicocche disidratate, c’è veramente tanto per divertirsi.

Al palato è una poesia che si svela senza remore o ermetismi: ruvido, sapido al limite del salato, asciutto, di piacevole e rinfrescante freschezza da ribes bianco e susine vesuviane, caldo e avvolgente con ‘di tanto in tanto’ non sgraziati sbuffi alcolici, ha una chiusura al palato sulfurea, minerale, gessosa e soprattutto dimostra una indistinta capacità dissetante.

Nel tratto a lungo escono tutte le note vegetali del vitigno: menta limoncella, aneto, gambo di geranio e tostature tipiche da Fiano irpino in spregio a chi sostiene che i bianchi macerati sono sganciati da vitigno e territorio, è vero spesso ma non è un assioma, specie dopo 3/4 anni dalla vendemmia quando le uve hanno radici profonde nel terreno e vengono rispettate in vigna come in cantina, l’ho trovato molto tipico nella sua unicità e di ottima compagnia con la suadente aromaticità di cortecce fresche ai cannellini profumate al rosmarino e al peperoncino fresco.

 

 

 

Cla.

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