Una Porter di quelle Strong

 Birrificio Geco – Barabba

 

Se la Guinness alla spina dev’essere il riferimento delle Porter, questa birra può definirsi a giusta ragione una Robust Porter dal grado alcolico sostenuto, parlo di 7,3°, e dal corpo decisamente ricco e pastoso.

Non è proprio una birretta da aperitivo post-lavoro in giacca e cravatta e neanche una di quelle scure che si beve per dissetarsi, questa è una di quelle Stout che richiede assolutamente il cibo e anche di bella consistenza, nella pinta spigiona, appena versata, una spuma ricca e persistente color nocciola, il corpo è di un colore scurissimo e impenetrabile e fa capire immediatamente come per questa birra il Birrificio Geco di Cornaredo impieghi malti scuri ad elevata torrefazione.

Al naso spiazza per eleganza olfattiva, note vegetali (edera) ed erbacee (menta) in primis, forse per il buon luppolo Cascade (accenni resinosi) impiegato e a seguire note di spezie (bacche di ginepro) e tostatura (caffè, bacche di cioccolato), al palato ha una finissima bollicina che carezza le papille gustative che subito vengono risvegliate dalle amare note di torrefazione, solo con i sorsi successivi c’è una distensione gustativa su piacevoli sensazioni di tabacco stagionato, caffè, liquirizia, cioccolato al latte ,per chiudere su nuances di china calissaia e rabarbaro.

Una birra molto sapida e quasi masticabile che richiede un bel piatto di stracchino a crosta fiorita o un capocollo di nero casertano, si è abbinato in maniera invece non gratificante con delle tagliatelle ai funghi porcini e fondue di grana forse perché quell’abbinamento per contrasto (tendenza dolce del primo con tendenza amara della birra) finiva per accentuare la parte amaricante della birra e per totalizzare ogni boccone.

 

 

 

Cla

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