Quando i vini buoni si pagavano ancora in lire

St Michael Eppan – Sanct Valentin Sauvignon 2002

 

St Michael Eppan è una realtà cooperativa di oltre 380 soci conferitori e più di 2.000.000 di bottiglie prodotte, che sforna annualmente una miriade di vini di ottima qualità ma sopratutto che è partita da molti decenni con la zonazione dei vigneti per la realizzazione di singoli cru aziaendali che esprimano in maniera marcata la tipicità del territorio e il profondo radicamento di alcuni vitigni internazionali con esso.

Quest’avanguardia e precisione produttiva si percepisce in maniera concreta oggi più che mai nei prezzi di acquisto per il consumatore finale che, per i cru Saint Valentin monovarietali, non spende meno di 20,00 euro pur di accaparrarsi vini di spiccata personalità.

Questa bottiglia invece è stata conservata per svariati anni dall’amico Lucio che in una cena informale ci ha deliziato con una bella degustazione alla cieca che ha acceso i riflettori sulla longevità di vini fatti non solo per un piacevole consumo a pochi anni dalla vendemmia ma anche oltre i dieci anni, e questo anche trattandosi di bianchi un pò ‘sputtanati‘ sul mercato nazionale ma con un forte radicamento in Alto Adige e in particolare nella zona di Appiano.

Appena versatomi nel bicchiere il colore è di un bel giallo paglierino carico, lucente e spiccatamente luminoso, l’approccio iniziale è assolutamente spiazzante accendendo i miei recettori su sensazioni sulfuree, marinare, saline, minerali che mi fanno pensare ad un Greco di Tufo evoluto, ma non troppo, solo lentamente questa totalizzazione di profumi svolta su note di pietra focaia, sambuco, metuccia, ortica, mela granny smith fino a svelarsi con le classiche quanto delicate, in questo caso, note piraziniche.

In bocca entra sottile, salino, gessoso, allargandosi al palato grazie ad una decisa alcolicità, non ha acidità tagliente ma una freschezza vegetale molto pulita, non ha un corpo nerboruto, ringraziando Dio, ma non avrei dato al sorso più di 5 anni per la capacità di reggere il tempo con puntualità e di presentarsi per nulla stanco e perfettamente abbinabile al cibo grazie ad una eleganza molto composta e priva di quel finale ammandorlato che troppo spesso rende i Sauvignon italici molto grezzi.

Il pulitissimo gusto vegetale e di frutta croccante ha garantito un’ottima tenuta col mussillo in vellutata di fagioli Spagna per effetto anche di una persistenza tutt’altro che carente, una chicca svelata come sorpresa di assoluto rispetto, un vino nelle annate più recenti da conservare in cantina per qualche anno evitando di consumarlo nella sua veste irruente e invadente di peperone verde (o di pipì di gatto???)!!!!

 

Cla 

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