La nobilitazione di ingredienti popolari

Puttanesca di alici

 

Esistono ingredienti da sempre definiti poveri: le alici, i pomodori, l’origano per citarne tre, ma che oggi veramente riesce difficile a definirli ancora tali, visto peraltro i prezzi raggiunti al mercato vicino casa.

Lo sdoganamento dell’alice come pesce azzurro ricco di omega 3 e povero di grassi, inflazionato in TV peggio di Berlusconi in periodo pre-elettorale, rende questo prodotto altamente attrattivo per la spesa quotidiana, in particolare quella del venerdì napoletano, prestandosi ad essere facilmente preparato in mille modi: fritte, in tortiera, marinate e magari in innovativi abbinamenti con altri ingredienti, penso la consueto tortino con provola e salsa di passata di pomodoro.

L’evoluzione di un primo marinaro: il semplice aglio, olio e acciuga che spesso veniva cucinato sulle cianciole in ritorno da una battura di pesca a sarde o alici, si è evoluto nel tempo fino a diventare un piatto di notevole complessità, con l’aggiunta magari di noci e pomodori secchi.

Nel mio sviscerato amore per i pomodori ho voluto impiegare l’alice in un puttanesca, un  sugo a base di pelata di pomodori, capperi e olive nere e impreziosirla di ulteriori ingredienti esclusivamente perchè volevo bere un rosso sfaccettato, come dire: ‘ho invertito l’ordine dei fattori senza modificare il risultato, prima ho scelto cosa bere e poi ci ho abbinato un piatto sulla base degli ingredienti posseduti in credenza‘.

Ho soffritto in olio extravergine uno spicchio di aglio in camicia, dei pinoli e del peperoncino fresco tritato, poi ho aggiunto al posto della tradizionale pelata 4 pomodorini del piennolo vesuviano a persona, spaccati rigororsamente in due e dopo 10 minuti di cottura, una volta spento il fuoco, ho eliminato l’aglio e inserito le olive denocciolate e i capperi sciacquati e privati grossolanamente del loro sale di conservazione, il calore dei pomodori e dell’alta padella di alluminio ha permesso al sugo di acquisire il sapore di capperi e olive ma non la loro sensazione amara o totalizzante da una eventuale cottura a fuoco vivo.

Ho lessato al dente dei vermicelli e quasi a cottura ultimata ho provveduto a diliscare le alici, circa 5 per commensale e taglierle a piccoli pezzi, quindi ho mantecato la pasta nel sugo per 5 minuti unendo le alici, una manciata di uva sultanina, il prezzemolo tritato e dell’origano secco, infine ho impiattato ponendo al vertice dell’abbondante forchettata di pasta un bel pò di fondo di cottura.

Il vino in abbinamento???  La Barbera d’Alba di Giacomo Fenocchio, un vino medicamentoso e contro ogni pregiudizio di abbinamento!!!

 

Cla

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.