Col bianco di montagna il gusto ci guadagna

Kofererhof – Muller Thurgau 2011

 

Era un pò di tempo che non bevevo un Muller Thurgau, un vitigno dei ricordi, tra i primi vini fuori regione assaggiati nella lunga passeggiata d’amore col regno di Bacco, un vino che mi ha sempre raccontato di fragranze e verticalità che da un pò di tempo stanno finalmente facendo capolino anche tra i nostri bianchi, da sempre più complessi, penso a Fiano di Avellino e  Greco di Tufo, e perchè no anche Falanghina, ma troppo spesso banalizzati (bananizzati) nel passato dal punto di vista gusto-olfattivo.

Kofererhof è un piccolo maso che vinifica in proprio da meno di venti anni, ma che ha il grosso vantaggio di trovarsi nella Valle D’Isarco, area lussuregginate e incontaminata,  con vigneti tra i 600 e gli 800 mslm, la produzione è bianchista con preferenza su Kerner, Veltiner e Sylvaner, a me ha incuriosito questo vitigno meno modaiolo in questi ultimi anni ma che negli anni novanta ha avuto il suo apice di gloria fuori dei confini altoatesini.

Classico vino giallo paglierino con ricordi verdolini ed accenni dorati, un impatto olfattivo molto elegante, floreale ed erbaceo in primis: anice, timo, eucalipto, fiore di giglio, la roteazione del calice ricompone tutto e slancia i profumi su note sassose e di frutta croccante, in bocca è una meraviglia di semplicità: note acidule di lime, mela granny smith, pera decana, quel ritorno dolcino di giglio anche al palato, poi una sapidità minerale e tutta quella leggerezza gustativa di un vino dalla esile silouette e dalla bevibilità sottilissima, nessun campione di complessità o persistenza ma la capacità di farsi bere con spiccata spensieratezza e soprattutto senza quelle note marcatamente erbacee che in molti Muller Thurgau old style si trovavano in maniera sgraziata e totalizzante.

Un vino che si stappa e si bere con gli amici più sinceri, un sorso fragrante dove non c’è nessun accenno all’alcol (12,5° di piacere!!!!) o a rotondità fuori ogni logica territoriale…

 

Cla. 

  

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