Una birra (o giù di lì) senza compromessi!

LoverBeer – Madamin 2011

 

Se non sapete a cosa andate incontro nello stappare questa bottiglia che definire birra sarebbe non poco riduttivo, vi consiglio di non fare prove alla cieca, tipo ordinare una bellissima pizza napoletana, dal soffice e delicatissimo impasto condito in maniera ultra-tradizionale: pomodoro, fior di latte, olio e basilico, perchè sarà decisamente un autogoal che ricorderete a lungo!

 

La Madamin di LoverBeer ricalca lo stile belga delle Rodenbach, precisamente Fiandre occidentali, per andare subito al sodo lo stile di questo birrificio belga nato nel 1820 è quello di miscelare birre con diversi gradi di maturazione in botti di legno (rovere, castagno…) in modo da ottenere un risultato finale che abbia nelle sensazioni olfattive una predominanza di aromi fruttati acidi, ferrosi, vanigliati e nell’approccio gustativo una acidità pari ad una lama di un samurai ma soprattutto un gusto altamente orientato sull’acetica (sensazione di vino andato a male!).

Proprio questo è quello che con grande maestria e spiccata sensibilità è riuscito ad ottenere Valter Loverier con la sua Madamin: una birra ambrata dalla schiuma compatta ma poco persistente, un approccio olfattivo cattivissimo, privo di compromessi, alle prime sensazioni di rigurgito (vomito) segue un’apertura su note acetiche: di cedro, spemuta di pompelmo, maraschino, ferro, rugine, un agre di fresia disidratata, appassita.

Una bocca che è un colpo di grazia per la pulizia gustativa, acidula-acida, sottile, scorrevole, succosa, ripulente, una birra priva di orizzontalità, di trasparente complessità, naturalmente non particolarmente lunga nella persistenza per effetto di questa silouette tagliente ma di cristallina verticalità tutta incentrata su note di agrumi acerbi e poi canditi, eucalipto, castagna arrostita, ribes nero…

Una birra assolutamente priva compromessi, consiglio di non stapparla con amiche o compagne che non siano estreme nei gusti, pena la cattiva riuscita del resto della serata, ma di tirargli il collo rigorosamente con amici dai modi eleganti ma dall’animo ruvido, rozzo, intransigente, assolutamente non fighetti da solo Pinot Noir o vini dell’Etna, ma soprattutto di abbinarla a salumi grassi di sostanziale tendenza dolce (lardo, stringata di nero casertano o cinta senese, salumi d’oca) o anche con carni grasse (collo di maiale, bacon, stinco) ma perchè no, con formaggi poco stagionati e con spiccate note erbacee (caciotte o pecorini e caprini di massimo 6 mesi di stagionatura) e si fermeranno gli orologi, per non tornare più indietro…

 

PS birra da bere a 10° piuttosto che 12° per apprezzarla al meglio e anche il giorno dopo in una sua maggiore distensione rispetto allo stappo se non si vuole rimanere con la lingua sanguinolenta e con l’olfatto disorientato!

 

Cla

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