BianchIrpiniA 2012

 

Manifestazione di primo livello quella organizzata dalla Miriade e Partners srl società di marketing e comunicazione impegnata da oltre 10 anni nella valorizzazione del micro-cosmo vitivinicolo, e non solo, irpino, attraverso una fitta rete di relazioni tra produttori, imprenditori e operatori del settore eno-gastronomico per la realizzazione di contenuti tecnico-commerciali di settore, in grado di avere una cassa di risonanza qualificata che vada molto oltre, per qualità e professionalità offerta, rispetto alla maggior parte delle degustazioni specializzate del panorama nazionale.

Non posso non fare i complimenti personali e ‘assolutamente di parte’ a Lello Del Franco, Paolo De Cristoforo, Diana Cataldo (ma anche gli altri che non conosco personalmente) che nella loro infinita umiltà e semplicità riescono a trasmettere grande attaccamento alla loro terra e alla valorizzazione del patrimonio che questa è in grado di esprimere nel settore enologico non solo grazie alle tre DOCG ormai conosciute ai più!

Le mie personali sensazioni a caldo le esprimo prendendo spunto dal buon Lello Del Franco: ‘la vendemmia 2011, più difficile e diluita della luccicante 2010,  mi ha raccontato di un livello medio molto buono di gran parte dei Greco di Tufo presentati e in parallelo delle punte di assoluta unicità nei Fiano di Avellino nonostante un livello medio in questo caso meno omogeneo e più sofferente sull’annata.

 

I Greco di Tufo 2011

 

I miei assaggi degni di nota e spunto intellettuale.

 

Bambinuto:

Greco di Tufo 2011, sottile, delicato, accenni caramellati, bella mineralità olfattiva molto scorrevole e di grande piacevolezza.

Greco di Tufo Picoli 2011, il fratello maggiore che si esprime in maniera più decisa e variegata e che riesce meglio a soddisfare tutti i sensi.

Entrambi gli assaggi di rilievo mostrano una mano decisamente più ferma e pulita sia in vigna che in cantina rispetto agli esordi.

Cantine dell’Angelo:

Nonostante l’annata, un bellissimo impatto olfattivo di note sulfuree, agrumate e di frutta croccante, in bocca si assottiglia esprimendosi altamente minerale benchè appena meno acido rispetto ai suoi ripulenti standard degli scorsi anni.

Di Marzo:

Franciscus 2011 è un Greco delicatamente profumato di fiori bianchi ed erbette, una bocca di decisa sapidità, veramente molto interessante lo Scipio 2011dal naso iodato, di mandorla dolce e iris, in bocca ha una decisa ricchezza e ruvidità ben equilibrata da agrumate acidità e una sferzante mineralità.

Benito Ferrara:

Vigna Cicogna 2011, senza dubbio l’annata magra gli ha donato maggiore eleganza, bevibilità e minore ostentazione, resta un must della tipologia grazie ad un olfatto di floreale dolce e ghiaia e una bocca sempre salata.

Terredora:

Terre degli Angeli 2011, tipico naso della zona di Montefusco con marcata mineralità sassosa, sensazioni di pepe bianco e poi una bocca veramente pulitissima, verticale e di sostanziale persistenza.

Torricino:

Raone 2011, parte con un naso molto ampio e diretto con piacevoli note vegetali, zolfate e agrumate molto fragranti, in bocca pecca un pò in scontatezza gustativa che sminuisce appena la pungenza olfattiva.

Vadiaperti:

Naso molto sulfureo e minerale, nessuna concessione alla frutta, notevole compattezza olfattiva che passa con l’ossigenazione del liquido, la bocca è appena più larga e calda rispetto agli standard di Troise ma di piacevolissima bevibilità.

Vesevo:

Stacca completamente dalla massa dei Greco di Tufo con note di mela golden e pera decana, ma anche per quella espressività di floreale giallo, veramente poco tipico nonostante una bocca decisamente verticale e di elevata persistenza…assolutamente inaspettato quanto fuori schema, de gustibus!

Vigne Guadagno:

Timbrica erbacea e vegetale in primis, poi un bel frutto fresco e fiori bianchi, è un sorso schietto di notevole pulizia e rilevante persistenza, piacevole scoperta.

Villa Raiano:

Contrada Marotta 2011, espressività molto sussurrata al naso che ci mette un pò per farsi scoprire, un Greco di quelli poco verticali ma di decisa eleganza con tutte le componenti in perfetta fusione tra loro, appena-appena costruito (?!?) ma di grande sicurezza.

 

 

I Fiano di Avellino 2011

 

Cantina del Barone:

Naso pulitissimo, delicato, vegetale, naturale, con sensazioni di radice di zenzero, in bocca è franco, compos
to, pulito e grandemente tipico di Cesinali, sottigliezza gusto-olfattiva rispetto a larghezza.

Colli di Lapio:

come dire un tredici a colpo sicuro: erbaceo, nocciolato, frutto croccante, in bocca è preciso, caldo, ripulente con un finale ammandorlato da manuale…un must

Mastroberardino:

Fiano Radici 2011, una olfattività old style, piacevole, pulitissimo, onesto, vegetale, agrumato, di grandissima beva, un sorso fermo nei tempi e inaspettatamente coerente con se stesso.

Ciro Picariello:

A livello olfattivo è molto ritroso e cristallizzato un pò troppo imbrigliato ma a livello gustativo mostra tutta la mano del vignaiolo, fresco, netto, deciso, minerale, vegetale e scorrevole, come gli si addice.

Pietracupa:

Naso come sempre di partenza fumè, terroso, poi vegetale e di radice di geraneo per aprirsi solo alla fine sul fruttato, la bocca non ha le solite verticalità ma conserva ricchezza, complessità ed eleganza.

Terredora:

‘Stil moderno’ potrebbe dire qualcuno, ma io dico di quelli fatti bene con mano misurata e nessuna violenza sul vitigno anzi grande complessità olfattiva che alle speze ed erbe fresche affianca note delicatamente boisè e sassose e poi un gusto ricco, armonico non particolarmente tagliente ma di piacevole espressività francesizzante per gli amanti del genere.

Vigne Guadagno:

semplicità e schietezza per questo Fiano che non brilla in complessità ma affascina per pulizia e bella persistenza su note vegetali e fresche molto decise…ripeto: piacevole scoperta!

Villa Raiano:

Benchè si noti sia nel Fiano Alimata che nel Ventidue una espressività molto garbata e ammansuita del vitigno, che per alcuni versi non gradisco, non posso sottolineare la grande eleganza delle due bottiglie, Alimata accentua mineralità, uno speziato verde e una decisa freschezza mentre nel Ventidue frutta e fiori sono più caratterizzanti e il sorso è meno esplosivo e decisamente tendente maggiormente all’equilibrio complessivo. 

 

Fuori annata:

Rocca del Principe:

Un’altra bella, lineare, e pulita espressività di Lapio (annata 2010), che resta la zona d’eccellenza del Fiano, sorso erbaceo, minerale pieno di frutta secca e di cristallina pulizia.

Salvatore Mollettieri:

pensi al Taurasi e invece nel 2010 ti sfodera un Fiano e un Greco accomunati da: cristallina olfattività, semplicità, schiettezza ed enorme bevibilità succosa grazie alla capacità di mostrarsi entrambi assolutamente taglienti e stile ‘glu-glu’!

Villa Diamante:

Annata 2010 da incorniciare e mano più leggera rendono questo millesimo di Gaita fedele a se stesso ma molto meno aggressivo e polputo, meglio dico io, e anzi di grande finezza e sottigliezza e di bevibilità cristallina quanto complessa.

Joaquin:

Vino della Stella 2009, vino di altro genere rispetto alla batteria: lattico, accenni di miele di eucalipto, floreale giallo, in bocca per nulla stanco rispetto alle tonalità dorate, anzi piacevolmente sulfureo e salato…vino da diletto, da party come spesso esprime il suo produttore!

Zampaglione Pierluigi:

Don Chisciotte 2010, una interpretazione molto personale del Fiano che fa della complessità e della bevibilità unica le sue grandi armi, il naso per gli amanti della tipologia saltella tra anice, coriandolo e incenso mentre in bocca la grassezza glicerica è adeguatamente equilibrata dalla ruvidezza tannica della lunga macerazione sulle buccie e da una piacevole freschezza e sapidità, un vino che non stanca, se si ha nelle proprie corde i bianchi naturali da macerazione!

 

Altri Vitigni:

Tenuta Cavalier Pepe:

Coda di Volpe Bellona 2011, bellissima olfattività salata-salmastra, note sulfuree, minerali, speziate e poi un palato secco, fresco, di media complessità ma di enorme piacevolezza.

 

Aziende presentate 41, Greco di Tufo 2011  in degustazione 31, Fiano di Avellino 2011 in degustazione 26, Fiano di Avellino e Greco di Tufo 2010 in degustazione 6, vini da altri vitigni 14…il tutto arrotondato per difetto!

 

Cla.

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