Tra il serio e il faceto: Bordegas Insulares Tenerife

 

Ci sono serate degustative, di quelle fatte con lo ‘zoccolo duro‘ degli amici di bevuta sulle quali punti poco in termini di adrenalina ma che alle quali non vuoi mancare per non perderti qualche scoperta che diversamente non avresti modo di scovare.

E’ proprio quello che si è realizzato in una recente sessione di confronto con i vini dell’azienda canaria di Tenerife dal nome Bordegas Insulares Tenerife con un nobilissimo intruso il Vina Tondoria Reserva di R. Lopez de Heredia della Rioja.

 

La prima boccia già mette simpatia con quella veste blu trasparente, si tratta del Tàngara Blanco Afrutado 2011 da Listàn Blanco, un vino paglierino scarico da aperitivo, ma che aperitivo! 

Naso iodato di saline, poi pompelmo, melone giallo e pepe bianco, in bocca poi ti spiazza con quel suo acidulo agrumato e un finale dolcino per un residuo zuccherino volutamente non svolto per il blocco della fermentazione a livello desiderato che crea quello strano ma gradevole contrasto mandarinato di dolce-acre, un vino che servito bello fresco (8/10°) può rappresentare il classivo vino ‘glu-glu’ da bere a secchi e magari abbinandoci dei bocconcini di mozzarella aversana e della bresaola di speck e che finirebbe senza neanche accorgersene!

 

 

Secondo vino, un rosato: Miradero Rosado Afrutado 2011, blend di Listàn negro e Listàn Blanco la cui fermentazione non è portata a conclusione (anche qui!), colore luminosissimo, naso naturistico e ricco di sensazioni tra il lattico e il sulfureo, di roccia nera, poi con la roteazione esplodono note di caffè, caramella Charms, petali di rosa, un naso piacevole e variegato cui fa da contraltare un palato in cui quella sensazione dolce tende a stancare nonostante ci sia una decisa acidità e una precisa salinità da terreni vulcanici, ma è come se si perdesse nella sua semplicità caramellosa…ottimo e simpatico abbinamento con la provola di bufala affumicata!

 

 

Non poteva mancare un Pirata nella serata a rompere gli schemi: Vina Tondonia Reserva 1992 di R. Lopez de Heredia, grandissima realtà produttiva della Rioja dagli ottimi standard qualitativi.

Viura (90%) e Malvasia (10%), Legno americano per la fermentazione e poi in barrique per 6 anni, chiarificato con albume d’uovo e imbottigliato senza filtrazioni, un sorso dal colore oro indiano ma pieno di luminosità, immediate note boisè e salmastre, poi di frutta candita, più una delicatissima affumicatura, al palato esprime un piacevole equilibrio con tutte le componenti a dire la loro, con ancora in evidenza freschezza e sapidità e una alcolicità perfettamente integrata nel corpo, un vino di grande lunghezza gustativa che si distende col passare del tempo, lo immagino con un gazpacho andaluso o con una crostata di tagliolini e asparagi.

 

 

Si ritorna a Tenerife con il Vina Norte Tinto Crianza 2007, 90% Listàn Negro e 10% Negramoll che trascorre 12 mesi in barrique, un bicchiere tendente al granato di notevole ricchezza cromatica, sensazioni olfattive in primo luogo terziarie di acetone, ceralacca, inchiostro e pepe nero ma per nulla sgradevoli o invasive ma da vino serio, solo dopo qualche minuto vien fuori il floreale e la frutta macerata in alcol a dare dolcezza alle note pungenti di spezie.

Al gusto ha un tannino vellutato, una decisa acidità e un corpo molto armonico con una chiusura ammandorlata che invita al riassaggio, un vino per nulla imbalsamato o legnoso ma di grande scorevolezza e succosità.

 

 

 

Tàgata Tintilla 2006, monovitigno con macerazione sulle buccie di 10 giorni e barrique per 12 mesi, un vino impenetrabile dal rubino profondo, notevole verticalità olfattiva con sensazioni da vino naturale: molta frutta fresca, dolce, carnosa e croccante (marasca, lamponi, visciole, prugne), ma anche sensazioni vegetali di radice di geraneo, in bocca la costante acidula di tutta la batteria accompagna un bel tannino asciugante ma già quasi setoso, un vino di approccio gusto-olfattivo più semplice degli altri che gioca sulla piacevolezza immediata anche perchè arricchita e ammansuita dal legno americano di affinamento. 

 

 

Humboldt Blanco 1997:100% Listàn Blanco affinato in rovere piccolo americano per 5 anni, oro antico, primo naso di ossidazione buona, poi sensazioni marsalate, di silice, sale integrale, idrocarburi da Riesling della Mosella, tutto fa presagire ad una bocca secca e invece si assapora un vino masticabile di frutta candita, zenzero caramellato, datteri e fichi secchi, un sorso dotato di ripulente freschezza e di salmastra espressività e con un finale dolce molto misurato ma nettamente percepibile. Perfetto con biscotti al burro e pasticcini alla frutta secca!

 

 

Humboldt Tinto 2001: vino fortificato con acquavite d’uva e una base di Listàn Negro al 100%, affinamento in barrique americane per 18 mesi.

Il meno soddisfacente per il mio palato nonostante sia il top della gamma aziendale, il colore è rubino concentrato dal naso etereo e inizialmente molto compatto, poi lentamente effluvi mentolati, balsamici, di cioccolato e liquirizia, tartufo, sottobosco, ma anche ritocchi vanigliati e burrosi, in bocca è ricco e avvolgente ma la fortificazione con alcol ha stemperato la freschezza che avrebbe reso la beva più distesa, il classico vino (benchè c’è la componente della fortificazione) dal gusto internazionale che andrebbe provato con cioccolato dal 60% al 75% di cacao, magari anche speziati con cannella o peperoncino per esaltarne la nota vegetale.

 

Serata molto interessante, vini
interessanti per spiccata acidità e sapidità, sorsi molto ben fatti e con qualche chicca da ricomprare e sfoggiare in serate in cui esaltare la propria verve esotica!

 

Cla.

 

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.