Plato Grado solo per GDO

Lolita – Plato Grado

 

Auchan – Napoli, in avanscoperta per valutare la possibilità di rifornirsi di un pò di birre artigianali mass-consumer a buon mercato perchè ormai la scorta è terminata ed è giusto non bere birra solo d’estate.

Plato Grado è un birrificio in Montaldo Torinese nato nel 2003 come Brewpub a Chieri (TO) che dopo il successo delle sue birre artigianali ha deciso nel 2008 di fare il salto di qualità con l’imbottigliamento e la commercializzazione fuori dei confini locali.

La cosa particolare e originale è che questa Lolita non è tra le birre a catalogo del birrificio come se fosse fatta ad hoc solo per la grande distribuzione e per quella fascia di consumatori che acquista prodotti di nicchia o presunti tali alla GDO…che tipi sti consumatori!?!

Fatta questa premessa filosofica, la birra in questione della tipologia ambrata, non saprei in quale categoria inserirla, l’ho stappata per accompagnare  un filetto di lampuga in crosta di sesamo nero e pangrattato dorato in burro, affinchè quella tendenza dolce-salina del piatto fosse stemperato e riequilibrato dal luppolato (amarognolo) della rossa.

L’obiettivo è stato raggiunto alla perfezione, ma la birra non mi ha gratificato al 100%, forse per quella sua graziata artigianalità un pò forzatamente spinta: ambrata dal colore molto concentrato e dalla schiuma di media compattezza con tonalità decisamente nocciola risultato dell’impiego di orzo bello tostato, al naso ha un impatto molto dolce, candito, poi subito puntiglioso di luppolo ed erbe fresche.

All’approccio gustativo ci sono due cose che mi colpiscono positivamente: la bollicina, di buona finezza e per nulla grossolana anzi per alcuni aspetti anche poco invasiva per una birra, per capirci ‘non gonfia e basta’, e poi la sapidità al gusto che conferisce un sapore molto ricco e ripulente.

Le note dolenti sono una luppolatura troppo marcata che sembrava in sordina nei primi sorsi ma invece finisce per totalizzare l’assaggio trasformando la bevuta  troppo caramellata di zucchero di canna bruciacchiato e finendo per togliere tutta la fragranza e l’eleganza al sorso, c‘è anche una duratura persistenza, ma è una fregatura, perchè al palato resta solo questo sapore amaro di caramella d’orzo tostata, troppo poco per una rossa dal nome accattivante!   

 

 

 

Cla

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