Vino quotidiano, ma anche di più…

Prandi Giovanni – Dolcetto di Diano D’Alba Sori Cristina 2011

 

E’ dalle boccie sulle quali hai investito meno in termini di aspettative che vengono fuori le maggiori soddisfazioni, questa è una di quelle, forse perchè l’ho stappata in un raptus di curiosità frenetica sottovalutando la giovane età riportata in etichetta, forse perchè quei 13,5° non mi facevano presagire nulla di buono, forse e soprattutto perchè della denominazione DOLCETTO DI DIANO D’ALBA DOCG non conosco proprio un tubo, che ‘z a c’, la sorpresa positiva mi ha non poco galvanizzato, pronto per stappare la prossima boccia in compagnia degli eno-fighetti del quartiere.

Prandi Giovanni è una realtà aziendale, gestita oggi dal figlio Alessandro e dalla moglie, che fa del Dolcetto il suo portabandiera e che nei 4 ettari di vigneto intorno alla cascina di famiglia  cura in biologico insieme a Nebbiolo, Barbera e Arneis con una certa attenzione.

Il vino è maledettamente giovane, è giusto dirlo anche se non si tratta di Bourgogne, ma già godurioso e di piacevole fruibilità. Colore purpureo, di buona concentrazione e di bella luminosità, apre immediato su note vinose da cantina e vendemmia, ma giusto ‘il tempo di dargli tempo’ che sprigiona sensazioni carnose di ciliege e mirtilli, violette e roselline di campo, poi delle belle quanto impreviste pungenze iodate.

Entrato nel cavo orale non ha tentennamenti, esprime subito un gusto di erbe aromatiche (timo, salvia) e un delicatissimo fumè (solo un gradevolissimo accenno), un tannino che definirei doppio, tosto, contadino, piacevole ritorno sapido e ottima freschezza, un sorso polposo ma per nulla glicerico, inoltre al gusto l’alcolicità è inebriante più che bruciante, al palato resta al lungo il sapore di frutta sotto spirito e fiori freschi ma soprattutto quella ripulente mineralità.

Un vino assolutamente più scorrevole e succoso di quanto l’approccio visivo possa far presagire, un vino da pasto, da pranzo, da pick-nic alla ricerca di funghi e castagne e da stappare alla prima pausa ritemprante col cavatappi di servizio ben conservato nel jeans e con 4 calici ben conservati nel cestino, magari addentando due fette di pane semi-integrale profumate con pecorino fresco e salame…e che vuoi più dalla vita?

 

ps per la cronaca, trattasi di cru da 8 euro circa, franco casa mia (doyouwine), tutto compreso!!!

 

Cla 

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