Costa d’Amalfi che non c’è

Marisa Cuomo – Costa D’Amalfi Furore Rosso Riserva 2004

 

Conosco personalmente Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli e non c’è bisogno di essere scienziati per capire di quanto siano degli instancabili lavoratori sulle stupende e impervie colline scoscese di Furore e quanto siano i primi promotori dei prodotti ottenuti dalla loro piccola realtà aziendale ormai conosciuta in tutto il mondo.

Devo dire con tutta onestà che la bottiglia di Furore Rosso Riserva 2004 mi ha fatto storcere il naso perchè mi ha dato l’impressione di un vino un pò superato, blend di Aglianico e Piedirosso fermentati e affinati in barrique mi è sembrato troppo di stampo modernista, un pò agli antipodi del vino che i turisti amavano bere durante le scorribande nella Divin Costiera Amalfitana negli anni settanta e ottanta, un vino che spesso veniva accostato alla cucina marinara.

Questo prodotto che invece mira a quella nicchia di mercato che ama vini carichi e concentrati è per me assolutamente stancante e monotono, quel colore rubino impenetrabile, quella grassezza nella roteazione del calice già mi appesantiscono al solo pensiero di sorseggiarlo.

Al naso più che sensazioni montane e salmastre mi racconta di uve delicate sovrastate dalla violenza delle lunghe macerazioni e dalla ruvidità dei legni di affinamento, sensazioni di frutta molto matura e prevalentemente di spezie, tabacco, cuoio, chiodi di garofano, cose viste e riviste che poco mi fanno associare questo bicchiere a Furore, al suo fiordo, alla veracità dei suoi contadini molto legati alla terra e meno al mare.

Un sorso dal tannino importante, morbido, arrotondato, dove sarei un bugiardo ad affermare che si tratta di un vino squilibrato, tutt’altro, tutte le cose sono al posto giusto ma senza che nessuna di esse riesce a farti capire di che stai parlando, peraltro una bottiglia dal prezzo importante e non mai un vino quotidiano che trovo difficile da collocare sulla mia tavola, anche della domenica!

 

Cla

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