Un Rosato che cambia mille volte…

Chavignol 2008 Rosè – Pascal Cotat

 

Ci sono bottiglie che di per se hanno un fascino e una carica espressiva che va ben oltre il semplice discorso legato allo stappo e all’assaggio tout court e senz’altro il rosato di Pascal Cotat ha intrinsecamente tutta la carica di un vino non solo di nicchia ma soprattutto di una bottiglia di una piacevolezza cristallina ben oltre i sensi e le sensazioni tattili.

Azienda storica nel comprensorio Chavignol che ha ben tenuto stretto la denominazione piuttosto che rivendicare l’appartenenza alla generica, per quanto importante, area di Sancerre, vinificazioni da oltre trent’anni che non possono classificarsi biologiche o addirittura biodinamiche perchè sono oltre questi vocabili troppo spesso in Italia utilizzati come strumento di marketing piuttosto che come filosofia di vita.

Che dire di questo rosato a base di Pinot noir, non filtrato, fermentato in acciaio e affinato a lungo in legno esausto della Valle della Loira? Poco per non rovinare con parole fumose e vagheggianti qualcosa di etereo e succoso al tempo stesso: rosa antico con poche lucentezze, sensazioni olfattive che sono cambiate ad ogni capolino del naso nel calice, mentuccia essiccata, arancia amara candita, carbone vegetale, acciuga sott’olio, corniole sotto spirito, per dirne qualcuna, una partenza vegetale, minerale e un continuo ammiccare in maniera mai sgraziata su sensazioni più dolci di frutta carnosa.

Al gusto non andrebbe bevuto col calice ma attaccandosi alla bottiglia: fresco, caldo e carezzevole, salino, addirittura con un bellissimo tannino ripulente, un assaggio che resta a lungo tra le papille gustative ma che soprattutto si abbina bene al cibo per una larghezza espressiva fuori dallo spartito dei rosati, la tagliatella al profumo di rosmarino in crema di ricotta bufalina e salsiccia si è quasi vergognata nella sua verace espressività a dover camminare a bracetto con questo poliedrico campione di godimento…

 

Cla  

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