Agognando l’autunno anche al Sud

Tagliatelle al rosmarino con pomodorini vesuviani, crema di ricotta di bufala e salsiccia

 

E’ impensabile dover registrare ancor oggi temperature al sud-italia di circa 28° con un tasso di umidità del 70% che ti riportano più al torrido agosto che ad uno sperato autunno temperato, e allora come esorcizzare questa calura afosa ma soprattutto rincitrullente???

Io ho cercato di farlo proiettandomi in una ricetta che richiami i colori foschi di ottobre e i profumi goderecci delle domeniche in famiglia.

Prima cosa, olio di gomito e pasta fatta in casa: tagliatelle di farina di grano duro (400g), farina di semola (200g) e due bicchieri di acqua tiepida, la giusta porzione per 6/8 persone, arricchita dall’aromaticità di due rametti di rosmarino fresco i cui aghi ho puntualmente sminuzzato al coltello.

Quindici minuti di impasto, altro che bicipiti da palestrato o Robomatic o peggio Bimbi, e la pasta è pronta per il mattarello della nonna, un altro bel pò di farina per stendere la sfoglia in maniera omogenea e non particolarmente sottile in modo da dare al formato quell’aspetto casereccio e vintage, ma poco stellato.

Nel tempo che l’acqua sul fuoco prendesse il bollo, ho soffritto in 3 cucchiai di olio extravergine lucano, una mezza cipolla ramata di Montoro tagliata finemente e 3 salsicce sbriciolate, private del budello esterno, sfumando con un bicchiere di vino bianco (falanghina…) o anche rosato (piedirosso), a metà cottura ho unito 15 pomodorini del ‘piennolo‘ tagliati in due in modo da non perderne completamente la consistenza.

E’ arrivato il momento di cuocere la pasta con due manciate di sale grosso mentre in un piatto fondo ho stemperato la ricotta (500g) con un mestolo di acqua della cottura delle tagliatelle.

Una volta scolate le tagliatelle, ben cotte per non avere l’effetto farinoso al palato, ho mantecato tutti gli ingredienti nella ampia e alta padella di alluminio e solo in fase di impiattamento ho aggiunto pecorino romano grattugiato, pepe nero fresco e qualche ciuffetto di rosmarino decorativo, se si riescono a prendere i fiorelllini del rosmarino si acquistano più punti al tavolo…

Sapore decisamente ricco, largo, carnoso, tendente al dolce, arricchito dalla speziatura di rosmarino e pepe, un piatto unico più che un primo piatto al quale io ci ho abbinato un Sancerre Chavignol lot 2008 rosato  di Pascal Cotat, un vino psichedelico (cit. Fabio Cimmino), fantasmagorico, che a trovarne di boccie (solo un migliaio ad anno) finirebbe comunque in un istante, ‘per quanto è bono’!!!

 

Cla

 

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