La prima volta con un ‘Moro’

Toscano Moro 2011

 

Diciamo che dal 2000, anno di prima commercializzazione di questo sigaro ad oggi, c’è nè ho messo di tempo per vivere questa esperienza, ma che posso dire a mia discolpa: ‘fumo sigari occasionalmente da circa 6 anni e prima di concedermi corpo e anima a un Moro di 23 cm ho atteso che la mia consapevolezza fosse un pò più sviluppata’.

Premessa d’obbligo è che non l’ho fumato da solo, ma l’ho diviso esattamente in due con una ghigliottina da tavolo, qualcuno mi darà dello stolto e rozzo o addirittura dello blasfemo, ma con tutta la buona volontà non avevo 4 ore per sollazzarmi, nè i polmoni incrostati di catrame per reggere una tale esperienza e quindi me lo sono gustato insieme all’amico Luca Miraglia nella pace di una serata di fine luglio, nel silenzio di una città quasi dormiente e sarà pure che il sigaro è una cosa molto personale, ma cosa c’è di più bello di condividere un emozione!

L’annata 2011 l’ho reperita a Natale nella tabaccheria di fiducia,  ha stagionato per abbondanti 7 mesi nel mio Humidor prima di essere sacrificato all’altare del puro godimento edonistico. Tra le mani già esprimeva tutta la sua mestosità: colore grigio bruno con decise venature marroni e un profumo delicatissimo quanto deciso di malto d’orzo, caffè, macis, cuoio secco.

Anche se ammezzato ha soddisfatto la mia cupidigia, la delicata accenzione del braciere è stato il preludio di una fumata mai doma ma letteralmente in crescendo, la partenza è sfumatissima, un sigaro che parte di fioretto: sottile, suadente, equilibrato e questo mi ha non poco spiazzato, mi aspettavo da subito un peso da 90,  il fumo è compattissimo e al palato il sapore è prevalentemente di floreale secco, poi gradualmente evolve su note di paglia, erba secca, un fruttato non fresco ma dolce (nocciola e albicocca disidratata) per ‘esplodere’ a metà dell’ammezzato su note di spezie, bacche di cacao  tostate, noce moscata…

E’ un sigaro che merita un nobile distillato secco più che dolce, una grappa monovitigno pura e dura più che un Rhum (ma un Caroni non sarebbe male), ma anche un whisky torbato liscio, penso ai più conosciuti Laphroaig 10 anniOban 14 anni, ma anche a un più ricercato  e maschio Isle of Jura 16 anni, lunghissimo al gusto e all’olfatto, come giusto contraltare ad un  esaltante ‘Moro’.

Non mi esimo dal sottolineare che 40 euro in tempi di Spending Review sono una bella cifra, ma asticcuo ed imballaggio hanno il loro peso e la loro bellezza da conservare, inoltre la cura maniacale nel realizzare un sigaro a mano, con foglia esterna di kentucky nord-americano e il contenuto col top di kentucky italiano e una stagionatura di 12 mesi meritano una volta in un anno un investimento da banchiere più che bancario e io nè so qualcosa!!!

 

Cla.

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