Anche con il caldo si può osare…

Fidanzatini capresi in crema di cannellini e vongole veraci

 

Pensare ai fagioli in questo periodo è un poco come prendere la rincorsa e lanciarsi al muro, del tipo: ‘darsi la botta finale dopo una giornata di afa con caldo a 38° e livello di umidità sopra il 75%’, ma tant’è che la natura ha voluto che il fagiolo cannellino estivo facesse la sua comparsa nei mercati ortrofrutticoli nel corso del mese di luglio, quindi una motivazione dev’esserci.

Basta questo per non farsi scappare l’opportunità di cucinare, nonostante il caldo, un prodotto di stagione, magari in versione fredda, butto giù degli spunti facilmente praticabili: in una bella insalata con cipolla gialla napoletana e tonno di Cetara o in una vellutata tiepida arricchita con croccante di pancetta e rosmarino fresco, io invece mi sono voluto autolesionare e sfruttare questo legume popolano e popolare in un divertente quanto caldo primo piatto: una pasta gragnanese con vellutata di cannellini e vongole veraci che mi consentisse di bere un rosso fresco di cantina, pittosto che un bianco fruttato e giovane, che pure avrebbe fatto la sua porca figura…qualche idea mi viene in mente, ma è troppo tardi…

La preparazione è semplice quanto veloce, infatti i cannellini freschi non richiedono una cottura prolungata come i legumi secchi e lo stesso dicasi per i frutti di mare, quindi in una pentola alta ho lessato i fagioli con uno spicchio di aglio schiacciato e un bel gambo croccante di sedano con foglie e in parallelo ho aperto le vongole veraci in una padella alta a fuoco vivo con aglio in camicia, olio extravergine e peperoncino, appena aperti tutti i molluschi ho spento la fiamma e messo da parte il tutto.

Una  volta a puntino i cannellini li ho scolati conservando parte della loro acqua di cottura e li ho frullati al mixer per poi passarli in un fine setaccio in modo da ricavarne una vellutata molto fluida, nella stessa ho cotto al dente la pasta gragnanese nel formato ‘fidanzatini capresi‘, aggiungendo all’occorrenza qualche mestolo di acqua di cottura dei fagioli, messa in precedenza da parte.

L’ultimo passaggio è stato saltare la pasta nella padella con le vongole per conferirgli quel sapido sapore di mare, infine ho impiattato completando con una bella manciata di prezzemolo tritato fresco.

Benchè non si trattasse di un piatto proprio light, l’equilibrio dolce della pasta e dei cannellini e il salato delle vongole hanno creato un perfetto equilibrio arricchito dalla speziatura di prezzemolo e peperoncino, l’unica accortenza che è opportuno avere è servire la preparazione tiepida in modo da evitare un ulteriore sauna a fine giornata… 

 

ps ci ho abbinato un Nebbiolo 2008 Langhe di Michele Taliano bevuto a 16°, mi aspettavo qualcosa in più se considerato asetticamente, mentre nell’abbinamento ha reso merito alla scelta! 

 

Cla

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