Vin de soif talmente de soif da non dissetare per nulla

A Casa – Fiano di Avellino 2009 Oro del Passo

 

Ci sono bottiglie che è bello mettere alla prova per avere conferme o sonore delusioni ma che in questo gioco ti permettono di capire qualcosa in più di te stesso e di convinzioni che sono facili a sgretolarsi grazie allo scorrere del tempo.

E’ così circa un anno fa bevevo il Fiano di Avellino 2009 A Casa, azienda nata nel 2008 risultato di un progetto imprenditoriale ambizioso fatto di: qualità, territorio e modernità, cose tutte da verificare alla prova dei fatti, come dire alla prova del bicchiere!

La boccia in questione aveva espresso una certa fragranza e scorrevolezza al sorso e una bella pulizia olfattiva benchè incentrata su note giovanili di prima fermentazione, un sorso molto leggero e nel quale i punti di forza erano una alcolicità molto misurata ma ben amalgamata e una piacevole freschezza vegetale, presto detto, nè ho conservato una bottiglia per valutarne la resa a medio termine e così dopo circa 14/15 mesi l’ho stappata per riprovarla abbinandola, in una di queste calde sere di inizio estate, a una scaloppina di vitello e una insalata croccante di romana, ravanelli e radicchio, il tutto condito con qualche goccia di limone che desse il profumo della costiera Amalfitana più che il citrico sapore.

Beh, la delusione è stata, non cocente, non sto parlando di boccia blasonata, ma molto concreta, l’affascinante gradazione alcolica ferma a 12,5° ha mostrato tutta la debolezza di un sorso senza nerbo nè evoluzione gusto-olfattiva, anzi un generale appiattimento in primis delle nuanches aromatiche.

Il colore a 3 anni dalla vendemmia si è mantenuto paglierino scarico senza concessioni alle venature dorate e questa è l’unica e sola nota positiva, per il resto i profumi saltellavano tra lontanissime sensazioni di finocchio e anice e un fruttato indefinibile mentre al gusto mancavano doti di struttura, corpo, complessità e direi proprio di anima, un sorso che nonostante la leggerezza poco invogliava al riassaggio a causa di una totale inespressività gustativa ferma su note di margherite e gelsi bianchi, poco altro, tant’è che la boccia è rimasta a metà,  perchè bere senza diletto?

Meglio una sana astensione del corpo e dello spirito!!!

 

Cla. 

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