Un cubano in scooter tra i vicoli di Napoli

Hoyo de Monterrey Short Piramides Ed. Limitada 2011

 

Fumare un sigaro è una cosa serie, diciamo così, un Cubano ancor di più di un buon Toscano e in maniera esponenziale rispetto ad una sigaretta che soddisfa solo una dipendenza psico-fisica. Il sigaro invece, fumato con discontinuità, rappresenta un vezzo da assaporare quando si è tranquilli e appagati, forse proprio per prolungare un senso di piacevolezza dopo una buona cena o una giornata intensa di lavoro o per dare il via ad un dinamico week end fuori porta.

Questo Piramides di Hoyo de Monterrey lo avevo portato più volte con me, ma non avevo mai trovato l’ispirazione per accenderlo e gustarlo in relax, finalmente ieri sera dopo una splendida degustazione dall’amico Pico, su: Bourgogne Bianchi (e qualche rosso d’antàn), Pirati e Pesce azzurro ho avuto l’ispirazione.

Il sigaro è di quelli che non costano poco (mi sembra di averlo pagato circa 10 euro) e quindi aspetti l’occasione giusta per gustartelo, la sua forma con il finale a punta lo rende molto particolare sia nel tiraggio che per la bellezza tout court, il colore è nocciola, non presenta macchie o venature sostanziali come in un Toscano che si rispetti, è totalmente lisco e con un interno molto compatto, ha conservato un’ottima elasticità, risultando di facile accensione nonostante un discreto diametro.

I primi tiri non mi hanno entusiasmato anzi hanno dato l’impressione di essere sgraziati e amari, cosa molto rara in tutti i sigari di questa storica casa cubana di qualsiasi formato si tratti, ma devo fare il mea culpa, probabilmente i ripetuti trasporti e ritorni in humidor hanno inciso in termini di umidità e contaminazione sulla punta del sigaro, ma la cosa si è risolta dopo 4/5 ricche boccate di fumo (forse sarebbero state meglio quelle di aria cristallina di 2.000 mslm), poi è uscito in tutta la sua personalità.

E’ un sigaro che ha una fumata in crescendo giocata mai su pungenti speziature o aromaticità da lunghi affinamenti ma soddisfa per la capacità di essere un sigaro pieno, gustoso ma allo stesso tempo molto delicato ed elegante, con una pulizia veramente unica anche il mattino dopo nel quale può capitare di svegliarsi con la bocca impasticciata un bel pò…

La cosa divertente è stata fumarlo per due terzi nella massima tranquillità parlando con amici dopo la bellissima cena degustazione da Cap’Alice e per la parte finale in scooter nel tragitto che dal mare di Napoli mi portava nella zona collinare di residenza,  una vera eresia per un sigaro che merita sempre: poltrona comoda (io amo sempre fumarli in piedi!), distillato poco aromatico e molto secco (Grappa bianca o Rhum poco invecchiato, per dirne due…) e totale calma, ma la bellezza di ogni fumata è la personalizzazione, fumare un Piramides tra i vicoli e le strade di una città dormiente e per questo ancor più bella, è stato da favola iper-realista…

 

Scale di Via Bausan – Napoli

Cla 

 

  

 

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