W l’Emilia…note di degustazione

In compagnia di una rappresentanza di buoni vini d’Emilia

 

Dedicare una serata a una piccola rappresentanza di vini dell’Emilia, peraltro in maniera del tutto casuale in coincidenza con questo periodo di sofferenza per quel territorio a causa del terremoto di fine maggio, è stato un pò come fare l’osservatore in serie B, ma con la consapevolezza che le grandi squadre, i grandi allenatori, i grandi campioni non esistono solo e per forza nelle serie maggiori ma ci sono anche in categoria.

La nostra amata (e odiata) Penisola è fortunatamente ricca di regioni variegate ognuna in grado di esprimersi per le sue peculiarità, basta allontanarsi dal concetto di quantità fine a se stessa e alzare gli occhi per scrutare e scovare chi produce vino fuori da territori eletti come Piemonte, Friuli, Trentino, Campania…con altrettanta dedizione, passione e rispetto delle tradizioni.

Questo è quanto emerso in una serata avvincente, una serata tra amici di diversa estrazione enogastronomica nella quale il termine convivialità non solo delle persone ma anche dei prodotti degustati è stato l’aggettivo più gettonato.

 

Bulli – Champagnino 2010:

Già il nome predispone positivamente per l’autoironia profusa, se poi il blend Chardonnay, Sauvignon, Moscato e Ortrugo, rifermentati in bottiglia ti fa scolare la boccia, confondendoti tra note agrumate, floreali e salate di lieviti e una bevibilità diretta, pulità e dissetante, allora l’obiettivo del produttore è più che riuscito.

 

Bulli – Ortrugo 2010:

Il nome in questo caso richiama sensazioni più cupe come il colore, paglierino opalescente con venature grigie, le sensazioni olfattive sono ritrosissime, emergono profumi vegetali ed erbacei e piccoli acceni di prugne acerbe, al gusto ha bollicine meno fini dello Champagnino, ma soprattutto mostra una sapidità e un’irruenza molto scomposta come un puledro scalciante…in divenire, molto in divenire!!!

 

Bulli – Gutturnio 2010:

Ecco, come direbbe l’amico Luca Miraglia: ‘il sorso delle osterie di un tempo’, il tipico blend Barbera + Bonarda (Croatina) della piana Piacentina, in versione vivace e rifermentata in bottiglia. Incantevole rubino cangiante, di discreta concentrazione, note vinose miste a visciola, marasca, viola, nepitella, al palato piacevole sbilanciamento su sapidità e freschezza, che dirsi, il vino perfetto per aprire una tavolata di buoni salumi grassi e non molto sapidi e formaggi di media stagionatura assolutamente Made in Italy o meglio Made in Emilia!!!

 

Podere il Saliceto – L’Albone 2010

Mix di Lambrusco Salamino in prevalenza e di Sorbara, fermentazione lunga e presa di spuma in autoclave, Gianpaolo e Marcello ci regalano una nobilitata espressione di Lambrusco: rubino trasparente, spuma non ricca ma gradevole quanto fugace, bella timbrica olfattiva di lamponi, piccoli frutti di bosco, anice, erba fresca, al gusto esprime grande compattezza, un sorso sapido, di discreta freschezza, di buon corpo e con un ripulente e tipico finale ammandorlato che col tempo diventerà, ritengo, ancor più piacevole.

 

Cinque Campi – Rosso 2007

Un modo nuovo di immaginare il Lambrusco, un matrimonio tra Grasparossa, Malbo Gentile e Marzemino, vinificato in tini aperti (rovere e castagno) e rifermentato in bottiglia, colore cupo, impenetrabile con pennellate violacee nonostante gli anni, profumato di terra, fango, carciofi tagliati, asparago lesso, accenni minerali, è tutto molto sussurrato e cristallizzato, direi non facile da capire, al sorso è molto concentrato ma non pesante, con una bollicina titilliante e mediamente persistente, gioca al palato con sensazioni vegetali e terrose molto pronunciate, non punta a emergere per la PAI ma per una sottile complessità ombrosa.

 

Podere il Saliceto – Argine 2010

Malbo Gentile, Merlot e saldo di Sangiovese,  rubino impenetrabile, materico, primo naso floreale: rosa canina, violette di campo, poi corniole, dal secondo sorso emerge tutta la carnalità del blend: la marasca del Malbo, l’erbaceo del Merlot e il floreale del Sangiovese, marcatamente salino, ha una freschezza delineata ma non spinta, ha corpo e alcolicità tali da renderlo un sorso molto ricco anche grazie ad un tannino morbido quanto contadino, ottimo sorso da past’asciutta e carni in umido.

 

Podere il Saliceto – Malbo 2010

Alla scoperta di un vitigno per nulla conosciuto e che solo recentemente si sta valorizzando in purezza, meglio diffuso nelle versioni novello, passito o in uvaggio con vari cloni di Lambrusco. Podere il Saliceto lo propone in purezza con un breve affinamento anche in legno, nel bicchiere ha un colore molto scuro violaceo-rubino, un naso schietto, vinoso, floreale, di frutta rossa matura e un piacevole sottofondo vegetale, un approccio olfattivo molto ampio benchè non complesso, più deludente al palato, soffre una certa rotondità d’insieme e non avendo doti di freschezza spiccate tende a stancare troppo velocemente, il tannino è vellutato e l’alcolicità è den definita ma la sola sapidità percepità non riesce ad equilibrare la partita…da riprovare!!!

 

Cinque Campi – Le Marcone 2006

Uvaggio di Malbo Gentile, Cabernet Sauvignon e Marzemino (ancora lui!) con lunga macerazione sulle buccie e affinamento in legno piccolo, un vino Bio di caratura. Rubino che ormai vira decisamente al granato, prime sensazioni lattiche e vanigliate, si avverte immediatamente di trovarsi di fronte ad un vino evoluto forse olfattivamente molto più degli anni effettivi, gradualmente si apre su sensazioni balsamiche decise, ematico, e poi molto terziarie (ceralacca, etereo, pepe verde). In bocca ha spiccata freschezza e buona sapidità, un tannino molto asciutto quanto disteso, il corpo esile spinge al riassaggio, buona complessità gustativa e Pai che aumenta con l’ossigenazione, un vino più arcigno di quello che il naso prospettava…

 

Bulli – Monterosso Val d’Arda 2010 amabile

Si chiude la serata in leggerezza, aromaticità di Malvasia di Candia e Mosca
to bianco in aggiunta a Ortrugo e Trebbiano, un luminoso giallo paglierino traslucido, naso ampio di muschio, pesca, pera conference, esoticità, in bocca la rifermentazione in bottiglia dona una bollicina molto piacevole e ripulente, la suadente dolcezza fa il paio con una buona sapidità e una agrumata freschezza…la crostata di mandole con confettura di visciole e i biscottini alle nocciole si sono messi a braccetto per concludere briosamente la serata.

  

Ps tutti i vini degustati sono stati acquistati direttamente dai produttori con semplici telefonate cordiali o giro di mail.

 

Cla.

   

 

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