Elogio della cozza pelosa…nulla di hard!!!

Impepata di cozze pelose

 

E’ una di quelle cose che se riesco a vedere in pescheria non posso farmi scappare all’acquisto, si trova un pò tutto l’anno ma i periodi migliori sono la primavera e l’estate nei quali il frutto è particolarmente carnoso.

E’ un mitile che si pesca a circa 3 metri, in zone scogliose, e nonostante le prove di allevamento in alto mare è ancora una specie selvatica, il sapore è completamente diverso dalla classica cozza benchè nè sia innegabile l’origine e la somiglianza, salvo per due elementi esteriori fondamentali: la cozza pelosa è generalmente più piccola e meno allungata ma anzi molto bombata e la parte esterna è ricoperta da filamenti molto pronunciati, fitti e piu o meno lunghi.

Quello che rende questo frutto di mare molto interessante e la sua delicatezza gustativa rispetto alla cozza tradizionale, ha un sapore meno sapido e più dolce è una grassezza molto pronunciata che in sede di assaggio riempe il cavo orale in maniera molto completa.

Conoscendo con certezza la provenienza e la stabulazione, io la preferisco tutta la vita cruda senza limone, ma in qualsiasi altra preparazione riesce ad esprimere la sua delicatezza, per i non appassionati di crudo e timorati di Dio (giustamente con quello che si trova nei nostri mari e non solo!) la consiglio in impepata o su un vermicello al dente con abbondante olio extravergine, aglio, peperoncino e prezzemolo tritato crudo, assolutamente evitando cotture prolungate che nè riducano la succosità…ci berrei sempre un bianco, anzi un bianco da sete (vin de soif), poco alcol, corpo esile e spiccata freschezza, come si usa molto in questo periodo!!!!

 

Cla.

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