Miglior vino a Vitigno Italia 2012

Testamatta – Toscana IGT 2009 

 

The winner is: Testamatta Toscana Igt 2009.

Tra i vini spediti dai produttori (ognuno ha inviato liberamente il vino o i vini che riteneva migliori) e degustati al buoi da un panel variabile di degustatori della Scuola Europea Sommelier per il concorso miglior vino della manifestazione 2012 di Vitigno Italia a Napoli tenutasi tra i 20 e il 22 maggio del corrente anno, è stata proprio questa boccia ad alzare la coppa precisamente come vino che ha realizzato il maggior punteggio in centesimi tra tutti i vini degustati.

Certo a pensare al suo costo rispetto alla maggior parte degli altri partecipanti scoperti ex-post non avrebbe dovuto avere rivali ma, come non sempre capita nel mondo del vino come in altri settori, la miglior qualità espressa anche da un prezzo importante a scaffale stavolta hanno fatto la differenza.

Di Sangiovese in purezza c’è nè sono un bel pò in giro, la mia bussola di piacere segna due scontati riferimenti: Le Pergole Torte e il Flaccianello della Pieve, è stato quindi piacevole confrontarmi con questa bottiglia di Bibi Graetz.

Un Testamatta 2009 che colpisce per quelle tonalità granate scariche, tonalità prive di ostentazioni nè concentrazioni da SuperTuscan, un Sangiovese che si mostra per alcuni aspetti ombroso con sensazioni da vino già evoluto: pepe nero, odori ematici, marmellata di prugne, rosa appassita, ma poi anche moltissimo odore di ferro, rugine, vegetalità di felce e timo.

E’ soprattutto un naso che non esplode per verticalità ma che gioca su espressioni sottili quanto delineate del vitigno in quel di Fiesole.

In bocca è più prorompente ma di una ricchezza mai grassa anzi è un sorso: snello, svelto, sciolto, succosissimo, pronto e profondo, il tannino è setoso quanto elegante, molto pulito e poco polveroso, anche in bocca più del frutto emergono note da vecchio Chianti di governo alla toscana, non si avvertono appuntite o scomposte acidità ma una freschezza molto misurata e precisa, al contrario di una sapidità più marcata, mentre l’alcol è semplicemente una calda carezza.

Il suo maggior difetto? La persistenza che cede un pò troppo velocemente per le aspettative, ma forse l’annata magra ha avuto il suo ascendente, poco male, diventa quindi compulsivo avvicinare il calice alla bocca per dissetarsi velocemente senza troppe remore!

 

Cla. 

 

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