Quei Duca poco siciliani

Duca di Castelmonte – Gibelè 2011 e Dianthà 2011 

 

Gruppo Carlo Pellegrino e C. Spa, una sorta di istituzione familiare dal 1880 diventata sempre più grande e rappresentativa in Sicilia, vini un pò per tutti i gusti e di facile reperibilità ma soprattutto una realtà aziendale dove marketing e ufficio commerciale si sono dati una veste molto giovanile, basta andare sul colorato sito e ascoltare la musica in sottofondo.

Ho recentemente provato questi due prodotti distribuiti nel canale HO.RE.CA. che giudico molto centrati e per un consumo easy (non da eno-fighetti o grandi intenditori di Bourgogne!) lontano dalle tendenze di qualche anno fa, nei quali molti vini bianchi siciliani giocavano più sulla potenza, la materia e il legno di affinamento che sulla bevibilità.

Le isole sicule sono conosciute per i vitigni aromatici (Zibibbo e Malvasia) in versione passita, nell’ultimo periodo invece noto una tendenza anche in Sicilia a scoprire i due vitigni in versione secca per sfruttare l’ammaliante carica aromatica.

Due sono gli elementi che mi fanno dare un giudizio positivo per queste due boccie: colore bianco carta dei vini, una cosa fuori dal normale, questo colore lo ricordo solo per i vini altoatesini (ormai anche li c’è nè sono pochi con questo colore) e il contenuto tenore alcolico a fronte di una struttura adeguata alla tipologia.

Dianthà Sicilia IGT 2011 è un blend di Grecanico e Malvasia con zona di produzione le proprietà nel circondario di Trapani, come detto color bianco carta ‘riciclata’, riflessi verdolini, e poi un naso tutto al femminile: glicine, iris, rosa bianca, zafferano, vegetale di aneto e frutta a polpa bianca (mela stark e pera conference), sento tanto anche a bicchiere fermo, con la roteazione perde quella rozza e invadente arroganza da vino giovane, entra un pò dolcino ma subito citrico di agrumi e di un bel sapido marino, l’alcol impercettibile, chiusura pulita (appena sweet) e di media persistenza, da bere così senza pensiero, da aperitivo con cruditè di verdure.

Gibelè 2011 Sicilia IGT, 100% Zibibbo della zona di Mazzara del Vallo, quindi dopo un salto al mercato del pesce più famoso d’Italia, ma anche la bottega sotto casa va bene non esageriamo, e si può bere un’altro vino dal colore bianco carta che poco ha della calda Marsala, un naso aromatico ma in primis erbaceo: salvia, alloro, noce moscata, gerlsomino, pesca sciroppata, non ha dolcezze prorompenti anzi tende a nascondersi, anche in questo caso c’è un entrata appena dolce ma molto più pulita e larga della precedente bottiglia, in bocca ha ottima ricchezza di frutto, richiama piacevoli sensazioni di mandarino, prugna gialla matura, mela golden e nespola, accentuata freschezza agrumata e media sapidità, anche in questo caso un alcol da vino nordico e un finale ammandorlato tipico dell’uva Moscato…se non bevete con sommelier da circo Orfei, provatelo con tartare di merluzzo o carpaccio di ricciola e poi mi dite, sotto i 10 euro è un buon sorso mass-consumer, ‘non prendiamoci troppo sul serio!!!’

 

Cla.  

 

 

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